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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

Macerata, otto anni dopo: un gesto silenzioso per tenere viva la memoria di Pamela

Nella notte tra venerdì 30 e sabato 31 gennaio, a otto anni dall’uccisione di Pamela Mastropietro, un gruppo di giovani ha fatto ritorno in uno dei luoghi più simbolici e dolorosi della vicenda che ha segnato profondamente la città e l’intero Paese. Con loro anche Alessandra Verni, madre di Pamela.

Il ritrovo è avvenuto nel punto in cui, nel 2020, era stato collocato un piccolo monumento commemorativo. Un luogo che, secondo i promotori dell’iniziativa, nel tempo avrebbe perso centralità nel ricordo pubblico. In una nota diffusa nelle ore successive, il gruppo spiega di aver voluto lanciare un segnale e un invito alle istituzioni, affinché la memoria resti viva anche nei luoghi più direttamente legati alla vicenda.


Pur riconoscendo l’importanza delle cerimonie ufficiali che ogni anno si svolgono ai Giardini Diaz, i giovani sottolineano come queste iniziative vengano talvolta percepite come distanti dalla partecipazione spontanea della cittadinanza. In particolare, viene evidenziata la necessità di favorire momenti di condivisione più accessibili, capaci di coinvolgere la comunità in modo ampio e consapevole.

Il racconto della notte restituisce un clima di discrezione e silenzio. Davanti al palazzo legato agli ultimi momenti di vita di Pamela, i partecipanti parlano di una città che fatica ancora a confrontarsi apertamente con quella ferita. “Ci viene spesso detto che è tempo di voltare pagina”, spiegano, “ma crediamo che il ricordo non debba essere percepito come un ostacolo, bensì come una responsabilità collettiva”.


Nella nota emerge anche una riflessione più ampia: mentre l’attenzione pubblica si mobilita giustamente su episodi di violenza che avvengono anche lontano dal territorio, il caso più drammatico della storia recente di Macerata rischia di scivolare in una sorta di oblio selettivo. Da qui la scelta di un gesto simbolico, semplice ma carico di significato, per richiamare l’attenzione della comunità.

A rafforzare il senso dell’iniziativa viene ricordato anche il pensiero espresso in passato dal prefetto Giovanni Signer, secondo cui la sicurezza non si costruisce solo attraverso il controllo, ma anche coltivando una coscienza civile diffusa. “Pamela – si legge – quella notte incontrò persone che non seppero aiutarla. Oggi il nostro compito è non voltarci dall’altra parte”.

Un messaggio che non vuole alimentare polemiche, ma sollecitare una riflessione condivisa: Macerata non dimentica, ma per onorare davvero Pamela è necessario continuare a scegliere, ogni giorno, il coraggio della memoria.

Redazione - laScansionenet
Un altro modo di raccontare il territiorio

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