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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

Comuni montani condannati allo spopolamento dal Governo e dalla Regione: Sinistra Italiana Marche rilancia le proprie proposte per le scuole nelle aree interne

 


È del 18 febbraio scorso la Delibera del CdM che, in attuazione della legge 131/2025 del 10 settembre (che converte il cd. “Decreto Montagna”), stabilisce l’elenco definitivo dei comuni montani, in favore dei quali sono previste norme e criteri per contrastare lo  spopolamento territoriale e provvedere allo sviluppo delle aree montane. Si tratta di una legge sbagliata ed iniqua, che avrà conseguenze su buona parte del territorio marchigiano, dove la destra sbandiera la tutela delle aree interne solo per fare propaganda.

Da questa nuova classificazione, infatti, restano fuori ben 29 Comuni delle Marche, che stanno vedendo in questi giorni Sindache e Sindaci in prima linea nella protesta contro questo provvedimento: a loro, alle amministrazioni locali che ogni giorno lavorano per mantenere vivi e coesi i nostri territori, va tutta la nostra solidarietà. Si tratta di Sindaci e Sindache, di ogni colore politico, che rivendicano rispetto e riconoscibilità per le proprie Comunità, contro quella “filiera governativa” che, ancora una volta, non si dimostra all’altezza di tutelare i diritti delle cittadine e dei cittadini, a partire da coloro che sono a maggiore rischio di emarginazione.

Ecco l’elenco completo dei comuni marchigiani esclusi:

• Sassocorvaro Auditore (PU);

• Montecalvo in Foglia (PU);

• Urbino (PU);

• Fermignano (PU);

• Isola del Piano (PU);

• Fossombrone (PU);

• Vallefoglia (PU);

• Petriano (PU);

• Montefelcino (PU);

• Colli al Metauro (PU);

• Terre Roveresche (PU);

• Sant’Ippolito (PU);

• Mondavio (PU);

• Fratte Rosa (PU);

• San Lorenzo in Campo (PU);

• Arcevia (AN);

• Mergo (AN);

• Rosora (AN);

Cupramontana (AN);

• Staffolo (AN);

• Belforte del Chienti (MC);

• Tolentino (MC);

• Colmurano (MC);

• Loro Piceno (MC);

• Cingoli (MC);

• Treia (MC);

• Sant’Angelo in Pontano (MC);

• Appignano del Tronto (AP);

• Castignano (AP).

Il governo ha proposto questa nuova classificazione sulla base di criteri proposti anche dalla Regione Marche, che, evidentemente, ha dimenticato tutta la retorica della valorizzazione dei piccoli comuni, secondo quella politica, tutta volta alla promozione di un turismo vuoto, dei “borghi” più belli. A noi non interessano i “borghi” da cartolina, ma i luoghi vissuti da cittadine e cittadini, che nell’entroterra possano stabilirsi grazie alla presenza e alla salvaguardia di servizi di qualità.

E invece, essere esclusi dall’elenco dei comuni montani significherà per questi 29 comuni perdere le agevolazioni perché i medici e le mediche di base aprano ambulatori, rinunciare agli sgravi fiscali per le piccole imprese che vogliano investire, non godere di criteri numerici inferiori per il mantenimento delle classi nelle scuole. Aspetto, questo, particolarmente importante perché le famiglie non abbandonino i territori e trovino nelle aree montane un futuro educativo per ogni studente, perché il diritto allo studio sia per tutte e per tutti, a prescindere dall’area geografica di appartenenza.

Evitare la chiusura di una scuola significa mantenere un presidio di cultura, sapere e socialità e tutelare il tessuto sociale della Comunità. Su questo AVS ha messo in campo una battaglia e delle proposte concrete a tutti i livelli. In occasione dell’ultimo Consiglio Regionale delle Marche, il Consigliere Regionale AVS Andrea Nobili, ha presentato, come altre/i esponenti delle opposizioni, un’interrogazione a risposta immediata sulla nuova classificazione dei comuni montani; la Deputata Elisabetta Piccolotti ha sollecitato alla Camera dei Deputati un’informativa urgente riguardante la precarietà degli istituti situati nelle zone interne.

Inoltre, anche grazie all'instancabile lavoro di Peppino Buondonno, dirigente marchigiano di SI e Responsabile Scuola e Università in Segreteria Nazionale del partito, è stata depositata, proprio negli scorsi giorni, una proposta di legge di iniziativa popolare che ha raggiunto e superato le 60.000 firme, che prevede, tra le altre cose, proprio deroghe sui numeri minimi, in modo da poter mantenere le classi anche nelle zone a bassa intensità abitativa.

Ancora una volta, per le cittadine e i cittadini, la filiera governativa non funziona, nonostante dalla giunta regionale si millanti di “presidiare un processo”: come sempre, l’obbedienza al Governo viene prima dei diritti delle marchigiane e dei marchigiani.

 

Segreteria Regionale Sinistra Italiana Marche

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