Esiste una
domanda che l’essere umano si pone dall’alba dei tempi: qual è il senso della
vita? A tale domanda Lev Tolstòj ha un approccio ‘spirituale’, in quanto il
fine della vita è donare amore al prossimo per ricongiungersi con Dio.
‘Cosa fa
vivere gli uomini’, scritto nel 1885 ed ancora attualissimo come ogni testo
letterario, corrobora l’intuizione dello scrittore che elabora una storia
incentrata sui coniugi Semën e Matrëna, che sono una coppia molto povera che
sopravvive grazie all’attività da calzolai. Perciò Semën deve acquistare una
pelliccia per riscaldarsi dall’inverno rigido della steppa. Sulla via di casa
scorge un corpo nudo a terra; assediato dai rimorsi e spinto dalla fede,
raccoglie lo sventurato, e dopo averlo vestito, lo sorregge fino al proprio
domicilio.
Questo testo
di Lev Tolstòj sarà letto venerdì 10 aprile alle ore 18.30 all’auditorium della
Biblioteca Filelfica di Tolentino, in largo Fidi, dal narratore di storie di autore Simone
Maretti, accompagnato dalle suggestioni musicali del musicista David Padella,
per sostenere l’ospitalità di una famiglia afghana, giunta in provincia grazie
ai ‘corridoi umanitari’, perchè ‘il corridoio umanitario è ponte con la città’,
organizzato dal Sermit odv, da La Goccia odv, dall’Istituto Musicale ‘N.
Vaccaj’, dal Centro Missionario Diocesano con il patrocinio del comune di
Tolentino, a cui seguirà l’apericena curata dal bar pasticceria Cappelletti,
per cui è gradita la prenotazione entro mercoledì 8 aprile al numero
3470450631. La cittadinanza è invitata a partecipare.
I corridoi
umanitari sono frutto di un Protocollo d’intesa tra la Comunità di Sant’Egidio,
la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Tavola Valdese, la
Cei-Caritas ed il governo italiano e sono completamente autofinanziati,
definiti dal presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella,
‘avanguardia della solidarietà’.
Le
associazioni inviano volontari, che prendono contatti diretti con i rifugiati
nei Paesi interessati dal progetto e predispongono una lista di beneficiari da
trasmettere alle autorità consolari italiane, che dopo il controllo da parte
del Ministero dell’Interno rilasciano visti umanitari con ‘validità
territoriale limitata’.

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