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Civico22: ricostruzione post sisma e l’indignazione ad orologeria

  In queste ore, dopo l’arresto di Crucianelli, impresa molto impegnata nella ricostruzione post terremoto nelle Marche, c’è il rischio che una vicenda giudiziaria diventi terreno di scontro politico. La macchina del fango è già in movimento, ma la verità non si stabilisce attraverso insinuazioni e condanne preventive. Spetta alla magistratura accertare i fatti e individuare eventuali responsabilità.  Non è una difesa di qualcuno, ma una questione di civiltà e di rispetto della giustizia. C’è però una preoccupazione immediata che non possiamo ignorare: il futuro di tanti lavoratori e delle loro famiglie. Le eventuali responsabilità di chi ha sbagliato dovranno essere accertate, senza che a pagarne le conseguenze siano anche persone che hanno soltanto svolto il proprio lavoro. Allo stesso tempo, evitiamo l’ipocrisia di chi oggi esclama: ‘Si sapeva!’ Davvero si sapeva? E dove erano allora quelli che oggi si indignano, quando i costi della ricostruzione lievitavano a dismisura?...

Forza Italia e Lega: a Tolentino persi quasi 3.000 abitanti in 10 anni

 


Tolentino perde abitanti, e continua a perderli. Non è più una tendenza, è una traiettoria ormai consolidata. E proprio per questo Forza Italia Tolentino e Lega Tolentino attaccano frontalmente il sindaco Mauro Sclavi, accusandolo di raccontare una realtà che ‘non trova alcun riscontro nei dati’, come hanno sottolineato Roberto Scorcella e Giovanni Gabrielli:

“Le dichiarazioni rilasciate dal sindaco in un’intervista alla Rai del gennaio 2026 sono semplicemente sconcertanti. Dire che Tolentino avrebbe recuperato abitanti grazie ai lavoratori della ricostruzione è un’affermazione che non sta in piedi. Basta guardare i dati per capirlo, la città continua a perdere residenti e non c’è alcun recupero, né reale né strutturale.

Quella del ‘recupero’ è una narrazione costruita dal sindaco per ribaltare un trend che invece è evidente e documentato. E il punto politico è questo, quando si arriva a presentare come crescita ciò che è ancora calo, non si sta descrivendo la città, la si sta raccontando in modo distorto, ma i numeri non cambiano, cambia solo il modo in cui si prova a raccontarli. Quei lavoratori sono per definizione temporanei. Non sono residenti stabili, non fanno comunità, non invertono alcun trend demografico”.

Ed hanno rincarato la dose: “Qui non siamo davanti a una valutazione opinabile, ma a un fatto: i numeri smentiscono in modo netto quelle affermazioni. E quando si amministra una città, i numeri contano più della propaganda. Nel 2014 Tolentino contava oltre 20.300 residenti. Oggi siamo scesi a circa 17.557 abitanti. Significa aver perso quasi 3.000 persone in poco più di dieci anni. Altro che numeri recuperati".

Un trend che è sottostimato: "I dati diffusi in questi giorni fanno riferimento al 2024. E’ quindi evidente che nel 2026 la situazione sia ulteriormente peggiorata. Non esiste alcun elemento che faccia pensare a un’inversione di tendenza. Anzi.

Forza Italia e Lega riconoscono il contesto post-sisma, ma tracciano una linea netta: “Dopo il terremoto del 2016 era inevitabile una perdita di residenti. Famiglie costrette ad andarsene, case inagibili, difficoltà oggettive. Ma quello era un fenomeno temporaneo. Oggi, invece, siamo davanti a un dato definitivo: quei cittadini non sono più tornati”.

Il quadro sociale si complica ulteriormente: “L’età media cresce in maniera evidente, i giovani lasciano la città e le nascite non compensano i decessi. A questo si aggiunge un altro dato significativo: come riportato anche da recenti articoli di stampa, alcuni cognomi stranieri stanno ormai superando, per diffusione, cognomi storici tolentinati. Un segnale evidente di un cambiamento profondo, mentre la popolazione originaria continua a ridursi. Dopo quasi quattro anni di amministrazione Sclavi non si vedono politiche concrete per contrastare questa emorragia. Non un piano strutturato, non una strategia, non una visione. Solo dichiarazioni che provano a minimizzare un problema enorme”.

Eppure, le proposte esistono: “Una delle strade possibili è quella di costruire un rapporto stabile con le Università di Macerata e Camerino. Portare uno o più corsi a Tolentino significherebbe attrarre giovani, creare indotto e ridare vitalità alla città, trasformandola in un punto di connessione tra due poli accademici di eccellenza. Il futuro campus delle scuole superiori potrà rappresentare un’opportunità importante.

Ma da solo non basta e difficilmente potrà incidere sul numero dei residenti. Se si continua a negare il problema, non lo si risolverà mai. Tolentino sta perdendo abitanti, identità e prospettiva. E quella che era la quarta città della provincia di Macerata rischia seriamente di diventare un punto marginale sulla carta geografica. Serve un cambio di passo immediato. E serve soprattutto il coraggio di dire la verità”.

Forza Italia e Lega - Tolentino

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