L’assemblea dell’ATA 3 ha rappresentato l’ennesima
pagina buia nella gestione dei rifiuti in provincia di Macerata. Una seduta
tesa, confusa, interminabile, iniziata tra cartelli di protesta e conclusa con
una mozione che, ancora una volta, calpesta la logica, la trasparenza e il
rispetto dei territori.
Con un colpo di mano politico, l’assemblea ha approvato nuovi criteri per la scelta del sito della futura discarica. Criteri che, guarda caso, rimescolano la graduatoria e spingono Pollenza, Loro Piceno e Montefano in cima alla lista dei “papabili”. È difficile non provare disgusto di fronte a un metodo che sembra costruito per ottenere un risultato già scritto.
Il Comune di Pollenza ha trasmesso all’ATA, il 26 marzo, una relazione tecnico scientifica dell’Università di Camerino che documenta in modo inequivocabile l’inidoneità dell’area di Cantagallo: alta permeabilità dei terreni, vulnerabilità delle falde, criticità idrogeologiche, incompatibilità con il PRGR Marche. Tutto questo è stato ignorato. E oggi, in assemblea, è accaduto qualcosa di ancora più grave.
Alla pregiudiziale presentata dal sindaco di Pollenza, Mauro Romoli — che chiedeva conto della mancata risposta alla relazione UNICAM e della sua mancata considerazione nel processo decisionale — l’ATA ha risposto che la nota non è stata presa in considerazione perché l’ente non dispone di personale adeguato a effettuare valutazioni di questo tipo. Una dichiarazione che lascia attoniti. Se l’ATA non ha personale qualificato per valutare una relazione scientifica redatta da un’università, allora come può lo stesso ente decidere criteri aggiuntivi per individuare i siti idonei?
Come può stabilire parametri che hanno un impatto diretto sulla salute pubblica, sull’ambiente, sulla sicurezza idrogeologica? Come può arrogarsi il diritto di riscrivere la graduatoria con criteri che appaiono, oggi più che mai, sfacciatamente politici? È una contraddizione che offende l’intelligenza dei cittadini e mina la credibilità dell’intero processo.
Oggi abbiamo assistito a un’assemblea che ha umiliato i territori. Non c’è stata trasparenza. Non c’è stata coerenza. Non c’è stata responsabilità. Si è preferito modificare i criteri a partita in corso, come se la gestione dei rifiuti fosse un gioco di potere e non una questione che riguarda la salute delle persone e il futuro delle nostre comunità.
Desideriamo inoltre segnalare la grave mancanza di rispetto nei confronti dei numerosi cittadini che hanno scelto di assistere alla seduta. La riunione è iniziata con oltre mezz’ora di ritardo, giustificato con la motivazione che “il mercoledì a Macerata non ci sono parcheggi perché c’è il mercato”. Una spiegazione che riteniamo irrispettosa e offensiva, soprattutto considerando che sarebbe bastato convocare l’assemblea di giovedì.
La seduta si è poi protratta oltre le ore 16, senza alcuna considerazione per il fatto che i cittadini – a differenza di molti rappresentanti istituzionali – hanno lavori, impegni e doveri da rispettare. Un comportamento che giudichiamo degradante e che dimostra una preoccupante distanza tra istituzioni e comunità.
Nella stessa seduta si è discusso dell’indennizzo richiesto da Cingoli per ospitare l’impianto: 1,8 milioni di euro. L’ATA ne propone 630.000. Una forbice che dimostra quanto sia fragile, improvvisata e politicamente condizionata l’intera operazione. Se ne riparlerà il 15 maggio. Ma intanto si continua a giocare con le vite dei cittadini.
Come Comitato No Discarica Cantagallo/Pollenza esprimiamo profonda indignazione per quanto accaduto. Siamo disgustati da un metodo che calpesta i territori e umilia chi li difende. Siamo stanchi di vedere decisioni prese senza ascoltare la scienza, senza rispettare i piani regionali, senza considerare le osservazioni tecniche già depositate. Ma non arretreremo di un millimetro.
Continueremo a difendere Cantagallo, Pollenza e l’intera vallata con ogni strumento democratico, amministrativo e legale. Continueremo a denunciare ogni forzatura, ogni opacità, ogni tentativo di imporre scelte ingiuste e pericolose. La salute dei cittadini non è negoziabile. La dignità dei territori non è in vendita. E la discarica a Cantagallo non passerà.
Da Comitato No Discarica

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