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A Tolentino morto Renzo Foglia, fondatore della Erreuno

  Tolentino perde uno dei protagonisti della propria storia imprenditoriale. Renzo Foglia, fondatore della Erreuno, è morto a 72 anni a causa di una malattia improvvisa, fondatore di un’attività che, nata nel 1997 con sei dipendenti, è arrivata a dare lavoro a circa 90 persone, affermandosi nella produzione di rivestimenti in pelle e nella pelletteria artigianale per importanti marchi della moda e del lusso. Ad ottobre era arrivato anche il riconoscimento cittadino: Foglia era stato scelto come Cittadino dell’anno 2025 nell’ambito del premio Ponte del diavolo. Una scelta che aveva valorizzato la sua capacità di fare impresa e di consolidare rapporti destinati a lasciare un segno nel tessuto economico e sociale del territorio. La sua avventura imprenditoriale era cominciata dopo una lunga esperienza da dipendente. Per oltre vent’anni aveva lavorato alla Nazzareno Gabrielli, azienda storica della pelletteria tolentinate. Proprio lì, trascorrendo circa metà di quel periodo nell’uf...

Macerata, Parcaroli bis, dopo la vittoria si apre il nodo giunta: spunta l’ipotesi di un assessore esterno

di Maurizio Verdenelli -

Evviva Sandro Secondo (Parcaroli) sindaco trionfalmente riconfermato con il 54 virgola percento e (poco) onore delle armi al suo competitor debellato Gianluca Tittarelli -45 virgola per cento- attardato gia' sui primi Gpm del ballottaggio appena agli archivi.

Evviva pure e sopratutto Francesca D'Alessandro 'Signora Preferenze' e Paolo Renna, Signore del Voto a Villa Potenza dove Parcaroli e' andato oltre il 60% superando 'bulgarianamente' perfino Piediripa e Sforzacosta (dal 54 al 59%). Le frazioni sono stato il turbo di questa Balena Bianca next generation. Una coalizione di centrodestra 'armata' come una testuggine romana, impenetrabile ed unita. E meglio ancora come la fatidica Balena dei tempi 'eroici' e primordiali dello Scudocrociato. Che a Macerata nella antica sede di via XX Settembre, disertata perlopiu' nello spazio temporale di 5 anni e spesso teatro di lotte correntizie, trovava magicamente unita' e successo 20 giorni prima di ogni appuntamento elettorale.

Il cartello che fa capo a Sandro Parcaroli e' ricco anche questo di molti 'capitani' co-autori del successo: in fondo non c'era necessita' di ben due ricorsi al Tar.

A fianco di Sandro II. ci sono, non a caso, Paolo Renna 'governatore' di Villa Potenza e la 'zarina' D'Alessandro che Giorgia Meloni avrebbe voluto come alternativa alla candidatura leghista di Acquaroli. In particolare Francesca I. chiamata sul proscenio accanto a Parcaroli per lo spumante del SuperBis ha tenuto a ribadire la bonta' dei suoi 647 voti che l'hanno eletta 'la piu' amata' dei maceratesi alle urne - e sopratutto dalle componenti al femminile di Piazza Strambi (leggi Curia).

Ad invitarla a fianco del rinconfermato primo cittadino, e' stato Fabio Pistarelli in un ruolo che e' apparso di regista a tutto tondo della Gran Festa. Ci sara' per lui una poltrona o uno strapuntino a Palazzo? Difficile dirlo perche' ancora non appare chiaro se per l'ex capo di Gabinetto di Acquaroli ci sia stata...la Perdonanza francescana. Peraltro il Governatore puntualissimo con il Sandro-Day e' arrivato a Palazzo confermando la filiera vincente Comune-Provincia-Regione-Governo centrale. Non e' certo poco considerato che per Parcaroli Secondo i problemi iniziano adesso. A cominciare dalla composizione della giunta.


Nessuno dei papabili ha fallito, tutti da premiare! A partire da Francesca. "Che nuove deleghe pesanti non al ...femminile direbbe Irene Pivetti (tempi prodiani) le dara'?" ho chiesto al leader dagli studios di Tvrs dove insieme con il direttore Andrea Verdolini e il prof. Evio Hermas Ercoli ho seguito seggio seggio il voto. Parcaroli ha guardato lontano e laconicamente: "Vedremo".

Il busillis e' proprio nella composizione dri Magnifici Nove. Si vocifera pure di un assessore/a esterno/a - indichiamo in meritooe ed in ossequio alla parita' di genere, l'ipotesi al femminile peraltro non cosi' peregrina. A fianco dei Magnifici Nove Parcaroli Bis avra' pure -Fabio o no- un Capo di Gabinetto (tra le condizioni chieste e concesse da Salvini ed Acquaroli per la Sua Accettazione) ed un Town Manager. Un apparato da Citta' Metropolitana, anzi da 'Macerata granne'! In ogni caso da lunedi mattina, ore 7.45 -ha dichiarato- e' al lavoro.

Finita l'abbondanza delle provvidenze PNRR -106 milioni- occorre portare 'a casa' quello che da 6 anni viene promesso ed atteso da tutti: il nuovo ospedale. Acquaroli, qualche settimana fa, ha garantito ai 'suoi': State sicuri, Macerata l'avra'. Certamente non siamo in Cina dove ai tempi del Covid si costruiva un ospedale in 15 giorni, pero' e' ragionevole attendersi l'inizio del cantiere a breve. Il vecchio ospedale non vede l'ora di andare...in pensione. Altri impegni oltre alla ...cura del verde? Palasport e completamento del Centro fiere di Villa Potenza -autentica Fabrica di San Pietro- . Insomma Parcaroli Due riparte da 3.

Chi chiedeva di ripartire ed invece e' rimasto bloccato sul treno dei desideri elettorali inespressi e' Gianluca Tittarelli nonostante i tanti passeggeri fatti salire a bordo: Romano Mari, Marco Sigona e Giordano Ripa: tre medici popolarissimi). Mastro Tittarelli che minacciava di far 'giustizia' del Centrodestra-intendiamoci lui e' pacifico: parliamo del voto- appariva letteralmente stordito al microfono del 'nostro' Lorenzo Ottaviani.

Che dopo avere atteso di vederne la sagoma in fondo a via Matteotti in direzione del Palazzo dove la coalizione Parcaroli brindava da un pezzetto, era andato a coglierne gli umori appena fuori la sede elettorale. Tante le domande (anche da studio circa pure una possibile giunta ombra) un'unica risposta monocorde: Dobbiamo studiare il voto prima di tutto. Giusto. In effetti i correttivi al primo turno sono stati parecchi e secondo chi scrive hanno pure funzionato. Mari (suggerito a Tittarelli da Max Bianchini) e Sigona in particolare non sono venuti meno alle attese riposte. Anche Ripa ha indicato ai suoi di votare a sinistra. Tuttavia questi tre ottimi e popolari medici non sono serviti a curare le piaghe del Centrosinistra.

Allora? La mirabile unitarieta' del Centrodestra -non intaccata dalla presenza di Vannacci- forse e' venuta un po' meno nel maggiore partito d'opposizione che forse ha risentito nel capoluogo la lacerazione post voto regionale con tanto di dichiarazioni pubbliche. Non appare in questa luce un caso che l'ultimo condottiero pd vincente (superando pure ostacoli dell'allora direzione) sia stato Romano Carancini, sindaco per 10 anni di Macerata.

E non appare un caso le dimissioni questa mattina della segretaria regionale pd Chantal Bomprezzi, dopo 3 KO consecutivi. Eppure anche il supervittorioso Parcaroli, un po' emozionato e stringendo a se' la moglie, ha avuto di che lamentarsi per quelle che ha definito 'cattiverie' contro di lui. 'Cattiverie' che restano peraltro misteriose perche' da queste presunte si e' subito dissociato Tittarelli. Il quale poi e' andato a stringere la mano a Sandro. Per lui la consolazione della telefonata dal capo della Lega:" Innalzero' una tenda davanti allo Sferisterio". E con Salvini 'ad portas' - il Carroccio in percentuali maceratesi da vecchi tempi- s'annuncia un'estate calda in citta' in attesa del voto di Civitanova, dove il generale Vannacci invece ci sara'. Eccome, pare.

Per concludere, il paziente lettore si interroghera' circa eventuali commenti da parte di vincente e sconfitto riguardo all'altra' meta' dei maceratesi che non ha votato. Unica linea e comune: silenzio. PS: Il voto-story del capoluogo non finisce qui. Se ne parla il 18 prossimo con il doppio ricorso del Centrodestra in merito al caso del 25 maggio e ad adiuvandum con quello proposto dal Terzo Polo per un possibile ingresso in Consiglio.

Redazione - laScansionenet
Un altro modo di raccontare il territorio

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