C’è una canzone di Fiorella Mannoia che dice: ‘Come si cambia per non morire… come si cambia per ricominciare…’. Viene spontaneo
pensarci osservando l’evoluzione politica del sindaco Sclavi.
Sindaco, non era lei che aveva preso le distanze dal progetto del campus
scolastico? Non era lei che sosteneva una visione diversa dell’edilizia
scolastica, con le scuole riportate nel centro storico? Non era lei che
definiva il campus ‘una scelta lungimirante che io non avrei fatto’? Oggi,
invece, il campus è diventato il simbolo della sua comunicazione
amministrativa. La domanda è semplice: quando è cambiata la sua visione della città?
Se ha rivisto le sue posizioni, lo dica apertamente e ne spieghi le ragioni. Cambiare idea non è un difetto. Ma non si può costruire la propria identità politica prendendo le distanze da un progetto e, qualche anno dopo, presentarlo come se fosse sempre stato il proprio.
Una grande opera pubblica come il campus scolastico ha tempi amministrativi lunghi. Nasce con un’amministrazione, prosegue con un’altra e potrebbe essere inaugurata da una terza. Non appartiene a un sindaco o a una parte politica: appartiene alla città. Proprio per questo il tema non è stabilire chi possa rivendicarne la paternità, anche se la storia amministrativa dell’opera è nota e non può essere riscritta.
Mauro Sclavi ha già annunciato la propria ricandidatura. È quindi naturale che il confronto politico torni a concentrarsi non soltanto su quanto è stato realizzato, ma soprattutto sul progetto con cui intende chiedere nuovamente la fiducia dei cittadini.
Nel 2022 una parte della sua proposta politica si fondava anche sulla critica ad alcune delle principali scelte del centrodestra, tra cui il campus scolastico. Oggi quello stesso progetto è diventato uno dei simboli della sua comunicazione.
Fa riflettere anche il diverso metro della comunicazione. Per ogni sopralluogo al campus non mancano fotografie e comunicati stampa immediati. Sulla notizia di ieri relativa agli organici in deroga e alle nuove classi, invece, almeno per ora, nessun segnale della stessa attenzione. Eppure ci sono risultati che non si prestano a una fotografia davanti a un cantiere, ma sono il frutto di un lavoro istituzionale silenzioso, fatto di richieste, confronti e interlocuzioni a ogni livello. Un lavoro spesso invisibile, ma determinante per dare risposte concrete a studenti, famiglie e al mondo della scuola.
La coerenza non può essere a giorni alterni. I cittadini hanno il diritto di sapere quale sia il vero Mauro Sclavi: quello che nel 2022 prendeva le distanze dal centrodestra e quindi dal campus scolastico o quello che oggi lo presenta come uno dei simboli della propria amministrazione.
Monia
Prioretti - Consigliere comunale di Fratelli d'Italia – Tolentino

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