CRONACA E CULTURA – Lutto a San Severino Marche per la scomparsa di Pacifico Fattobene , stimato storico, studioso e figura simbolo della cultura settempedana. Si è spento questa mattina all'età di 88 anni, lasciando un vuoto profondo in tutta la comunità locale e nel panorama degli studi storici del territorio marchigiano. Uomo di profonda cultura, memoria storica instancabile e rigoroso ricercatore d'archivio, Fattobene era da tutti ricordato come “l'ultimo abitante del Castello di Pitino” , borgo fortificato a cui era visceralmente legato e di cui è stato custode appassionato e difensore delle radici più autentiche. Il ricordo della comunità e del sindaco Piermattei La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio in tutta la città. A farsi portavoce del dolore dell'intera cittadinanza è stato il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei , che ne ha ricordato l'immensa figura umana e ...
San Severino Marche, il Teatro Feronia conquista “Famiglia Cristiana”: quattro pagine sul gioiello settempedano patrimonio Unesco
I riflettori della stampa nazionale ed internazionale continuano a rimanere puntati sul Teatro Feronia di San Severino Marche. Nel numero 33 del settimanale Famiglia Cristiana, un'ampia inchiesta di quattro pagine a firma del giornalista Roberto Zichitella celebra il recente riconoscimento Unesco dei teatri condominiali dell'Italia centrale, proclamati Patrimonio Mondiale dell'Umanità durante la sessione dell'organizzazione tenutasi a Busan, in Corea del Sud.
Tra le strutture inserite nella rete tutelata, il Feronia si distingue come uno degli esempi più rappresentativi ed emblematici. Progettato nel 1828 dal celebre architetto Ireneo Aleandri e inaugurato con due opere di Gioachino Rossini (Mosè in Egitto e Matilde di Shabran), il teatro settempedano vanta in realtà origini ancora più antiche, risalenti alla prima metà del Settecento, con ben due strutture precedenti che testimoniano la secolare continuità del modello condominiale in città.
A guidare i lettori nell'analisi storica e sociologica dell'istituzione è Francesco Rapaccioni, dal 2011 direttore artistico de I Teatri di Sanseverino. Attraverso le sue parole, l'articolo ricostruisce l'evoluzione dell'accesso alla proprietà dei palchi e della fruizione degli spettacoli: dalle origini aristocratiche del regolamento settecentesco — riservato alle sole famiglie consolari — fino all'apertura nel 1823 alla classe borghese e, dopo l'Unità d'Italia, all'inclusione degli operai nelle tariffe d'ingresso. Una dinamica che trasforma i regolamenti del Feronia in un vero e proprio specchio dei cambiamenti della società italiana di provincia.
Oltre al pregio architettonico neoclassico, il servizio di Famiglia Cristiana pone l'accento sul valore del Feronia come collante sociale per la comunità. Luogo simbolo della vita cittadina — scelto anche per ospitare le celebrazioni della Liberazione alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella —, il teatro si è distinto per la sua resilienza durante il sisma del 2016. Rimasto sempre aperto e agibile anche nei momenti più complessi, la struttura si avvia ora verso una nuova stagione da tutto esaurito, confermandosi punto di riferimento culturale per l'intero territorio.
Luca D'Innocenzo – Direttore responsabile / Redazione laScansione
Un altro modo di raccontare il territorio
© RIPRODUZIONE RISERVATA - LaScansione. È consentita la citazione o la parziale riproduzione previa citazione della fonte e inserimento del link diretto all'articolo originale.
Tra le strutture inserite nella rete tutelata, il Feronia si distingue come uno degli esempi più rappresentativi ed emblematici. Progettato nel 1828 dal celebre architetto Ireneo Aleandri e inaugurato con due opere di Gioachino Rossini (Mosè in Egitto e Matilde di Shabran), il teatro settempedano vanta in realtà origini ancora più antiche, risalenti alla prima metà del Settecento, con ben due strutture precedenti che testimoniano la secolare continuità del modello condominiale in città.
A guidare i lettori nell'analisi storica e sociologica dell'istituzione è Francesco Rapaccioni, dal 2011 direttore artistico de I Teatri di Sanseverino. Attraverso le sue parole, l'articolo ricostruisce l'evoluzione dell'accesso alla proprietà dei palchi e della fruizione degli spettacoli: dalle origini aristocratiche del regolamento settecentesco — riservato alle sole famiglie consolari — fino all'apertura nel 1823 alla classe borghese e, dopo l'Unità d'Italia, all'inclusione degli operai nelle tariffe d'ingresso. Una dinamica che trasforma i regolamenti del Feronia in un vero e proprio specchio dei cambiamenti della società italiana di provincia.
Oltre al pregio architettonico neoclassico, il servizio di Famiglia Cristiana pone l'accento sul valore del Feronia come collante sociale per la comunità. Luogo simbolo della vita cittadina — scelto anche per ospitare le celebrazioni della Liberazione alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella —, il teatro si è distinto per la sua resilienza durante il sisma del 2016. Rimasto sempre aperto e agibile anche nei momenti più complessi, la struttura si avvia ora verso una nuova stagione da tutto esaurito, confermandosi punto di riferimento culturale per l'intero territorio.
Luca D'Innocenzo – Direttore responsabile / Redazione laScansione
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