Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
San Severino Marche, il Teatro Feronia conquista “Famiglia Cristiana”: quattro pagine sul gioiello settempedano patrimonio Unesco
I riflettori della stampa nazionale ed internazionale continuano a rimanere puntati sul Teatro Feronia di San Severino Marche. Nel numero 33 del settimanale Famiglia Cristiana, un'ampia inchiesta di quattro pagine a firma del giornalista Roberto Zichitella celebra il recente riconoscimento Unesco dei teatri condominiali dell'Italia centrale, proclamati Patrimonio Mondiale dell'Umanità durante la sessione dell'organizzazione tenutasi a Busan, in Corea del Sud.
Tra le strutture inserite nella rete tutelata, il Feronia si distingue come uno degli esempi più rappresentativi ed emblematici. Progettato nel 1828 dal celebre architetto Ireneo Aleandri e inaugurato con due opere di Gioachino Rossini (Mosè in Egitto e Matilde di Shabran), il teatro settempedano vanta in realtà origini ancora più antiche, risalenti alla prima metà del Settecento, con ben due strutture precedenti che testimoniano la secolare continuità del modello condominiale in città.
A guidare i lettori nell'analisi storica e sociologica dell'istituzione è Francesco Rapaccioni, dal 2011 direttore artistico de I Teatri di Sanseverino. Attraverso le sue parole, l'articolo ricostruisce l'evoluzione dell'accesso alla proprietà dei palchi e della fruizione degli spettacoli: dalle origini aristocratiche del regolamento settecentesco — riservato alle sole famiglie consolari — fino all'apertura nel 1823 alla classe borghese e, dopo l'Unità d'Italia, all'inclusione degli operai nelle tariffe d'ingresso. Una dinamica che trasforma i regolamenti del Feronia in un vero e proprio specchio dei cambiamenti della società italiana di provincia.
Oltre al pregio architettonico neoclassico, il servizio di Famiglia Cristiana pone l'accento sul valore del Feronia come collante sociale per la comunità. Luogo simbolo della vita cittadina — scelto anche per ospitare le celebrazioni della Liberazione alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella —, il teatro si è distinto per la sua resilienza durante il sisma del 2016. Rimasto sempre aperto e agibile anche nei momenti più complessi, la struttura si avvia ora verso una nuova stagione da tutto esaurito, confermandosi punto di riferimento culturale per l'intero territorio.
Luca D'Innocenzo – Direttore responsabile / Redazione laScansione
Un altro modo di raccontare il territorio
© RIPRODUZIONE RISERVATA - LaScansione. È consentita la citazione o la parziale riproduzione previa citazione della fonte e inserimento del link diretto all'articolo originale.
Tra le strutture inserite nella rete tutelata, il Feronia si distingue come uno degli esempi più rappresentativi ed emblematici. Progettato nel 1828 dal celebre architetto Ireneo Aleandri e inaugurato con due opere di Gioachino Rossini (Mosè in Egitto e Matilde di Shabran), il teatro settempedano vanta in realtà origini ancora più antiche, risalenti alla prima metà del Settecento, con ben due strutture precedenti che testimoniano la secolare continuità del modello condominiale in città.
A guidare i lettori nell'analisi storica e sociologica dell'istituzione è Francesco Rapaccioni, dal 2011 direttore artistico de I Teatri di Sanseverino. Attraverso le sue parole, l'articolo ricostruisce l'evoluzione dell'accesso alla proprietà dei palchi e della fruizione degli spettacoli: dalle origini aristocratiche del regolamento settecentesco — riservato alle sole famiglie consolari — fino all'apertura nel 1823 alla classe borghese e, dopo l'Unità d'Italia, all'inclusione degli operai nelle tariffe d'ingresso. Una dinamica che trasforma i regolamenti del Feronia in un vero e proprio specchio dei cambiamenti della società italiana di provincia.
Oltre al pregio architettonico neoclassico, il servizio di Famiglia Cristiana pone l'accento sul valore del Feronia come collante sociale per la comunità. Luogo simbolo della vita cittadina — scelto anche per ospitare le celebrazioni della Liberazione alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella —, il teatro si è distinto per la sua resilienza durante il sisma del 2016. Rimasto sempre aperto e agibile anche nei momenti più complessi, la struttura si avvia ora verso una nuova stagione da tutto esaurito, confermandosi punto di riferimento culturale per l'intero territorio.
Luca D'Innocenzo – Direttore responsabile / Redazione laScansione
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