Tolentino perde uno dei protagonisti della propria storia imprenditoriale. Renzo Foglia, fondatore della Erreuno, è morto a 72 anni a causa di una malattia improvvisa, fondatore di un’attività che, nata nel 1997 con sei dipendenti, è arrivata a dare lavoro a circa 90 persone, affermandosi nella produzione di rivestimenti in pelle e nella pelletteria artigianale per importanti marchi della moda e del lusso. Ad ottobre era arrivato anche il riconoscimento cittadino: Foglia era stato scelto come Cittadino dell’anno 2025 nell’ambito del premio Ponte del diavolo. Una scelta che aveva valorizzato la sua capacità di fare impresa e di consolidare rapporti destinati a lasciare un segno nel tessuto economico e sociale del territorio. La sua avventura imprenditoriale era cominciata dopo una lunga esperienza da dipendente. Per oltre vent’anni aveva lavorato alla Nazzareno Gabrielli, azienda storica della pelletteria tolentinate. Proprio lì, trascorrendo circa metà di quel periodo nell’uf...
‘Invece di
pensare a quello che non potete più fare,
pensate a quello che avete in più’: è
il consiglio che in ogni incontro Daniela Spada, moglie di Cesare Bocci, dà a tutti i lettori del libro scritto
insieme a suo marito: ‘Pesce d'aprile’, testo dove la coppia racconta
dell'ictus che il 1^ aprile del 2000 colpì la donna a solo una settimana dal parto; racconta i momenti dopo
il coma e la forza di volontà con la
quale, insieme, hanno affrontato la vita
e hanno vinto anche contro i pronostici
della medicina.
E dal libro è nato lo spettacolo omonimo, in programma nel fine
settimana che precede la ‘Giornata internazionale delle persone con disabilità’
al teatro ‘Don Bosco’ di Tolentino con un nuovo sold out, grazie ad Anffas
Onlus - Associazione di Famiglie con persone con disabilità intellettiva e
relazionale, Charity Partner del progetto.
Il testo, che si fa spettacolo, è il
racconto di un grande amore: un’esperienza di vita reale, toccante, intima e
straordinaria, vissuta da un uomo e da una donna, interpretati da Cesare Bocci
e Tiziana Foschi. Un testo vero, lucido, ironico e commovente, che racconta
come anche una brutta malattia può diventare un atto d’amore.
Cesare e Daniela,
come Cesare Bocci e la sua compagna nella vita reale, metteranno a nudo,
d’improvviso, tutta la loro fragilità, dimostrando quanto, come per il
cristallo, essa si possa trasformare in pregio, grazie ad un pizzico di
incoscienza, tanto amore e tantissima voglia di vivere.
Quindi grazie anche al
coinvolgimento di Anffas Onlus - Associazione di Famiglie con persone con
disabilità intellettiva e relazionale, Charity Partner del progetto - ‘Pesce
D’Aprile’ si conferma un inno alla vita e un momento di riflessione necessario.
Nella nota di regia si sottolinea la voglia di vivere: “In un’alternanza di
situazioni dolorose, grottesche, a volte comiche, i due protagonisti metteranno
a nudo tutta la loro fragilità, dimostrando quanto, come per il cristallo, essa
si possa trasformare in pregio, grazie ad un pizzico di incoscienza, tanto
amore e tantissima voglia di vivere.
Nel corso del racconto si delinea
l’immagine di una donna prigioniera di un corpo che non le obbedisce più e che
lotta per riconquistare la propria vita, con il suo uomo accanto. Una testimonianza
diretta, capace di trasmettere quella forza che spesso manca nel quotidiano.
Un
racconto al quale si assiste con gli occhi lucidi e la risata improvvisa, a
volte amara, altre volte liberatoria. Uno spaccato netto e crudo di una società
che vive con fastidio il doversi occupare dei problemi dell’altro, del diverso,
del non perfetto, del disabile. Un racconto che, senza mai mentire,
ammorbidire, levigare, commuove e che ci fa arrabbiare. Un racconto che resta
comunque un inno alla vita”.

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