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A Tolentino morto Renzo Foglia, fondatore della Erreuno

  Tolentino perde uno dei protagonisti della propria storia imprenditoriale. Renzo Foglia, fondatore della Erreuno, è morto a 72 anni a causa di una malattia improvvisa, fondatore di un’attività che, nata nel 1997 con sei dipendenti, è arrivata a dare lavoro a circa 90 persone, affermandosi nella produzione di rivestimenti in pelle e nella pelletteria artigianale per importanti marchi della moda e del lusso. Ad ottobre era arrivato anche il riconoscimento cittadino: Foglia era stato scelto come Cittadino dell’anno 2025 nell’ambito del premio Ponte del diavolo. Una scelta che aveva valorizzato la sua capacità di fare impresa e di consolidare rapporti destinati a lasciare un segno nel tessuto economico e sociale del territorio. La sua avventura imprenditoriale era cominciata dopo una lunga esperienza da dipendente. Per oltre vent’anni aveva lavorato alla Nazzareno Gabrielli, azienda storica della pelletteria tolentinate. Proprio lì, trascorrendo circa metà di quel periodo nell’uf...

Un libro per valorizzare la memoria: ‘Visso e le sue valli’ scritto oltre 50 anni fa da Don Ansano Fabbi

 


“Con questa mia ulteriore fatica, presento ai cercatori di memorie e di bellezze artistiche, l’alta Valle del Nera, con al centro Visso e intorno gli estremi confini delle Valli di Ussita e di Castelsantangelo, l'altipiano di Macereto e la zona montuosa di Mevale e Fematre. Essa attualmente appartiene alle Marche, ma storicamente per due millenni, ha fatto parte della stirpe e della Regione Umbra. L' Umbria ha formato il carattere forte e costante della genie vissana, ma la vicina Marca lo ha ingentilito con un'arte briosa e piacevole”.

Con queste parole Don Ansano Fabbi racconta in premessa ai ‘cercatori di memorie e bellezze artistiche’ cosa lo spinse a scrivere un libro su questi territori. Era il 1964. Il sindaco, ing. Silvio Sensi, nella sua premessa parlò di saggezza delle rubriche scritte da Fabbi capaci di suscitare ammirazione e riflessione.

Il libro ‘Visso e le sue valli’ di don Ansano Fabbi, grazie alla volontà dell’associazione ‘Visso Futura’, è stato ristampato per le edizioni ‘Il Formichiere’ di Marcello Cingolani con l’introduzione alla stampa anastatica del critico e curatore indipendente prof. Maurizio Coccia e donato lo scorso venerdì 18 dicembre a tutti gli alunni delle elementari e medie dell’Istituto Pietro Capuzi di Visso, in cui ci sono anche studenti provenienti da Ussita e Castelsantangelo sul Nera.

"Stiamo seminando un pò di Visso. Forse tra 20 anni nascerà qualcosa’: ha dichiarato il presidente dell’associazione Visso Futura Roberto Flammini che, lontano dalla cittadina vorrebbe che i 36 bambini presenti oggi nel plesso scolastico, possano conoscere e amare questi luoghi, di cui ora purtroppo si fa fatica ad immaginarne il futuro e probabilmente anche il passato. Alcuni di loro sono molto piccoli e non ricordano lo splendore di uno dei borghi più belli d’Italia, non ricordano come era Visso prima che un sisma così forte nel 2016 ne distruggesse la sua bellezza e con essa una parte della storia, della cultura e della socialità.

Azioni come questa sono importanti anche per onorarne la memoria: “In queste occasioni tragiche c’è una rottura tra passato e presente. Dopo le prime settimane di scoraggiamento, c’è stato bisogno di uno scatto rappresentato dallo sguardo verso il futuro per cercare di progettarlo- dice il Presidente dell’associazione Visso Futura Roberto Flammini- Nell’ottobre 2018 abbiamo fondato questa associazione  tra i cui  scopi tra l’altro c’è quello di agire per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale, storico – artistico, ambientale, sociale ed economico dei territori dell’Altonera, di elaborare studi e ricerche, avanzando suggerimenti e proposte all’opinione pubblica ed alle amministrazioni pubbliche su temi che riteniamo importanti per la sua conservazione e la sua rinascita.

Per noi si tratta di un dovere civico ineludibile come cittadini vissani in uno dei momenti più difficili della storia dei nostri paesi dell’Appennino, in un periodo in cui si debbono prendere decisioni e formalizzare provvedimenti che segneranno il futuro delle nuove generazioni. Noi abbiamo l’obbligo di consegnare delle idee, proporre progetti affinché quelle scuole possano essere ripopolate grazie a delle strategie a lungo termine che possano consentire di aumentare la popolazione come era prima, in quegli anni in cui il libro prendeva forma. Allora 250 bambini della valle frequentavano la scuola. 

Oggi senza una strategia che accanto alla ricostruzione materiale affianchi quella socio economica, andremo incontro alla creazione di ‘gusci vuoti’ come li ha giustamente chiamati il Commissario Straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Spetta anche ai cittadini fare la loro parte e contribuire a far conoscere la storia e la cultura dei nostri luoghi, fatta anche di tramandi orali che grazie all’opera di Fabbi abbiamo la fortuna di possedere e l’onere e l’onore di valorizzare e far conoscere.

Anche con questi obiettivi ‘Visso Futura’ ha voluto riprodurre in stampa anastatica questo testo organico sulla storia di Visso e le sue valli che dovrà essere nelle case di chi ama questi paesi, perché siamo convinti che il futuro non si progetta se non si guarda al passato”.

Durante la distribuzione avvenuta all’esterno della scuola, il libro è stato consegnato ad ogni alunno nominalmente. Nella pagina finale del libro è stato riportato il giorno della consegna e il nome dello studente a cui l’opera è stata destinata. Un segno dell’importanza che ogni piccolo cittadino riveste per il futuro del paese. Una azione che ben si inserisce nel progetto portato avanti da alcune classi dell’Istituto dal titolo ‘L’uomo volante’, come ha ricordato la prof.ssa Maura Antonini che ha contribuito all’organizzazione dell’evento: “Per volare verso il futuro, occorre stare con i piedi ben piantati a terra, attaccati alle radici, rappresentate anche dal nostro passato”. 

Don Fabbi nella premessa al libro cita i versi dell’idillio ‘Alla luna’ di Leopardi: “Oh come grato occorre il rimembrar delle passate cose, ancor che triste, e che l’affanno duri”. Del poeta recanatese oltre all’originale di ‘Alla luna’, Visso conservava numerosi manoscritti, su tutti ‘L’Infinito’. Don Fabbi allora si augurava: “Ho la speranza che queste ‘rimembranze’ siano utili allo sviluppo turistico di questa altrimenti poverissima zona, alla conservazione del suo patrimonio artistico e della pittoresca ambientazione medievale della città”.

Un augurio ripreso dall’associazione Visso Futura. Il libro lo si può trovare all’Edicola Emporio presso le Strutture Gemelle in via Cesare Battisti e presso la Pasticceria Sibilla. Chi vuole chiedere maggiori informazioni o la spedizione, può scrivere all’indirizzo di posta elettronica: vissofutura@gmail.com.

 

 

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