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A Tolentino morto Renzo Foglia, fondatore della Erreuno

  Tolentino perde uno dei protagonisti della propria storia imprenditoriale. Renzo Foglia, fondatore della Erreuno, è morto a 72 anni a causa di una malattia improvvisa, fondatore di un’attività che, nata nel 1997 con sei dipendenti, è arrivata a dare lavoro a circa 90 persone, affermandosi nella produzione di rivestimenti in pelle e nella pelletteria artigianale per importanti marchi della moda e del lusso. Ad ottobre era arrivato anche il riconoscimento cittadino: Foglia era stato scelto come Cittadino dell’anno 2025 nell’ambito del premio Ponte del diavolo. Una scelta che aveva valorizzato la sua capacità di fare impresa e di consolidare rapporti destinati a lasciare un segno nel tessuto economico e sociale del territorio. La sua avventura imprenditoriale era cominciata dopo una lunga esperienza da dipendente. Per oltre vent’anni aveva lavorato alla Nazzareno Gabrielli, azienda storica della pelletteria tolentinate. Proprio lì, trascorrendo circa metà di quel periodo nell’uf...

Macerata celebra la giornata del migrante

 


In occasione della 110esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, la Caritas diocesana promuove a Macerata, insieme al Centro di Ascolto e Prima Accoglienza ODV, l’appuntamento “Camminiamo insieme nella storia” con i patrocini della Diocesi e del Comune. L’evento è in programma per sabato 28 settembre ed è promosso in collaborazione con la Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, la Croce Rossa Italiana - Comitato di Macerata e la Prefettura di Macerata. Il ritrovo è fissato per le ore 18 alla Terrazza dei Popoli presso i Giardini Diaz, mentre il percorso si concluderà in Piazza Mazzini. In caso di maltempo l’evento non si svolgerà. Il tema indicato da papa Francesco per il 2024 è ‘Dio cammina con il suo popolo’.

«Uniamoci in preghiera per tutti coloro che hanno dovuto abbandonare la loro terra in cerca di condizioni di vita degne -—ha scritto il Papa nel suo messaggio —, sentiamoci in cammino insieme a loro, facciamo “sinodo” insieme, e affidiamoli tutti all’intercessione della Beata Vergine Maria, segno di sicura speranza e di consolazione nel cammino del Popolo fedele di Dio».

Un invito a riscoprire la natura itinerante di un popolo che cammina: «Si è scelto di organizzare una passeggiata per le vie del capoluogo — spiega in tal senso il direttore della Caritas di Macerata Denis Marini — così da testimoniare insieme come ogni incontro possa rappresentare un'occasione di incontro con l’“altro” e l’”Alto”». Il percorso sarà animato da canti, balli delle varie Cappellanie Etniche e dai giovani in accoglienza nei progetti del Centro di Ascolto e Prima Accoglienza e dalla Caritas.

«Testimoni della giornata saranno un ragazzo migrante, che nel cammino ha superando ostacoli, fame e fatiche; e un operatore del Centro di Ascolto — aggiunge Marini —, entrambi racconteranno come le loro vicende si siano intrecciate per costruire oggi una storia nuova. Si tratta di incontri che diventano occasioni per ampliare il nostro sguardo e sentirci tutti fratelli e sorelle».

A Macerata sono quattro le Cappellanie Etniche presenti: la comunità francofona (presso la parrocchia San Francesco), composta da circa 50 persone provenienti da Camerun, Costa d’Avorio, Benin e Togo; la comunità indiana (parrocchia Immacolata), con 200 componenti suddivisi in 47 gruppi familiari; quella nigeriana (parrocchia Santa Croce) con circa 50 persone; e quella peruviana (parrocchia Santa Croce), composta da circa 30 persone. Cappellanie Etniche in tutti e quattro i casi rappresentanti di comunità ormai stabili nel territorio della Diocesi di Macerata.

«Una marcia per la pace significa camminare uniti verso un’unica direzione che è quella dell’integrazione, del rispetto personale, dell’identità di ciascun popolo e delle rispettive tradizioni — commenta il vice Sindaco e assessore alle Politiche Sociali Francesca D’Alessandro —, in questo senso, la città di Macerata accoglie e fa della cultura dell’accoglienza un valore importante nella misura in cui si riconoscono le identità dei popoli in una convivenza civile e rispettosa».

 

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