Lo scorso fine settimana si è tenuta a Pizzo Calabro, la Rievocazione Storica dello sbarco, dell’arresto, della condanna e della fucilazione di Re Gioacchino Murat. Un appuntamento che celebra la storia e le tradizioni della città, promosso dall’Associazione Gioacchino Murat ETS e un importante contributo del Comune di Pizzo. L’evento è stato aperto dal corteo storico dalla Villa ex Stazione Calabro Lucane a Piazza della Repubblica, con gruppi storici, consegna degli attestati di partecipazione, ottavini, tamburi e musiche napoleoniche ed è proseguito con la rievocazione storica dello sbarco, della cattura, del processo e della fucilazione di Re Gioacchino Murat. In programma anche il mercatino storico in Piazza della Repubblica e musica d’epoca. Un vero e proprio viaggio nel passato per riscoprire le radici, valorizzare il patrimonio storico e tramandare alle nuove generazioni la memoria di una pagina importante della storia di Pizzo Calabro. Come avviene ormai da anni, ha...
In merito alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere di opposizione Alessandra Aronne e dal segretario cittadino del Partito Democratico, Giovanni Chiarella, l’Amministrazione comunale della Città di San Severino Marche ritiene doveroso intervenire con una nota per fare chiarezza e respingere con fermezza le polemiche sollevate.
“La celebrazione del 25 Aprile rappresenta per la nostra comunità un momento solenne di memoria, unità e rispetto istituzionale. Come ogni anno, anche quest’anno il Comune ha organizzato una cerimonia che si è svolta in un clima di raccoglimento con la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose, nel rispetto della ricorrenza e del significato storico che essa porta con sé, in particolar modo in una Città che ha ricevuto la Medaglia d’Oro al Merito Civile.
L’Amministrazione non ha “vietato” alcun brano musicale, né ha inteso sminuire in alcun modo il valore della Resistenza e della Liberazione. Semplicemente, nel programma ufficiale della cerimonia istituzionale si è ritenuto opportuno dare seguito all’indicazione proposta dalla presidenza del Consiglio dei ministri in occasione dei cinque giorni di lutto nazionale per la scomparsa di Papa Francesco e di privilegiare l’esecuzione dell’Inno nazionale e del silenzio al momento della deposizione della corona d’alloro. La scelta di non far suonare la banda durante al sfilata del corteo e di non includere “Bella Ciao” non rappresenta una presa di posizione ideologica, ma una volontà di garantire un tono sobrio e rispettoso, in linea con il carattere istituzionale dell’evento.
Riconosciamo il valore simbolico e storico di “Bella Ciao”, canto popolare associato alla lotta partigiana e patrimonio della memoria collettiva. Tuttavia, riteniamo che la libertà e la democrazia si celebrino anche attraverso il rispetto delle istituzioni, evitando di trasformare momenti condivisi in occasione di scontro politico.
Rammarica constatare che, ancora una volta, si scelga la strada della polemica anziché quella del dialogo costruttivo. L’Amministrazione comunale continuerà a lavorare per onorare la memoria della Resistenza e dei valori fondanti della Repubblica, con il massimo rispetto per tutte le sensibilità e nella convinzione che la libertà si affermi anche nel rispetto delle scelte altrui”.
Redazione - laScansionenet
“La celebrazione del 25 Aprile rappresenta per la nostra comunità un momento solenne di memoria, unità e rispetto istituzionale. Come ogni anno, anche quest’anno il Comune ha organizzato una cerimonia che si è svolta in un clima di raccoglimento con la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose, nel rispetto della ricorrenza e del significato storico che essa porta con sé, in particolar modo in una Città che ha ricevuto la Medaglia d’Oro al Merito Civile.
L’Amministrazione non ha “vietato” alcun brano musicale, né ha inteso sminuire in alcun modo il valore della Resistenza e della Liberazione. Semplicemente, nel programma ufficiale della cerimonia istituzionale si è ritenuto opportuno dare seguito all’indicazione proposta dalla presidenza del Consiglio dei ministri in occasione dei cinque giorni di lutto nazionale per la scomparsa di Papa Francesco e di privilegiare l’esecuzione dell’Inno nazionale e del silenzio al momento della deposizione della corona d’alloro. La scelta di non far suonare la banda durante al sfilata del corteo e di non includere “Bella Ciao” non rappresenta una presa di posizione ideologica, ma una volontà di garantire un tono sobrio e rispettoso, in linea con il carattere istituzionale dell’evento.
Riconosciamo il valore simbolico e storico di “Bella Ciao”, canto popolare associato alla lotta partigiana e patrimonio della memoria collettiva. Tuttavia, riteniamo che la libertà e la democrazia si celebrino anche attraverso il rispetto delle istituzioni, evitando di trasformare momenti condivisi in occasione di scontro politico.
Rammarica constatare che, ancora una volta, si scelga la strada della polemica anziché quella del dialogo costruttivo. L’Amministrazione comunale continuerà a lavorare per onorare la memoria della Resistenza e dei valori fondanti della Repubblica, con il massimo rispetto per tutte le sensibilità e nella convinzione che la libertà si affermi anche nel rispetto delle scelte altrui”.
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