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A Tolentino morto Renzo Foglia, fondatore della Erreuno

  Tolentino perde uno dei protagonisti della propria storia imprenditoriale. Renzo Foglia, fondatore della Erreuno, è morto a 72 anni a causa di una malattia improvvisa, fondatore di un’attività che, nata nel 1997 con sei dipendenti, è arrivata a dare lavoro a circa 90 persone, affermandosi nella produzione di rivestimenti in pelle e nella pelletteria artigianale per importanti marchi della moda e del lusso. Ad ottobre era arrivato anche il riconoscimento cittadino: Foglia era stato scelto come Cittadino dell’anno 2025 nell’ambito del premio Ponte del diavolo. Una scelta che aveva valorizzato la sua capacità di fare impresa e di consolidare rapporti destinati a lasciare un segno nel tessuto economico e sociale del territorio. La sua avventura imprenditoriale era cominciata dopo una lunga esperienza da dipendente. Per oltre vent’anni aveva lavorato alla Nazzareno Gabrielli, azienda storica della pelletteria tolentinate. Proprio lì, trascorrendo circa metà di quel periodo nell’uf...

Bisonni (AVS Macerata): Centrodestra bocciato sul Cosmari

 


Cominciamo con il dire che il bilancio consuntivo del 2024 si è chiuso in attivo con un utile di 78 mila euro ossia lo 0,12% del valore della produzione, decisamente poco se pensiamo che tale risultato è stato ottenuto solo ed unicamente grazie ad un consistente aumento della TARI pari all'8,9% (fonte Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva) senza cui evidentemente il bilancio si sarebbe chiuso in perdita. Dato ancor più grave se si considera che per i prossimi 3 anni sono previsti ulteriori aumenti della TARI per un totale superiore al 24%. Con questi numeri alla mano è ovvio che il bilancio di previsione stenti ad andare avanti, perché i Sindaci di centro sinistra giustamente non vogliono essere complici del fallimento della destra di governo che al contrario è chiamata ad assumersi tutte le sue responsabilità.

Lo si è visto in primo luogo nei ritardi della scelta del sito della discarica provinciale, ma poi anche nella rinuncia ai finanziamenti del PNRR per la realizzazione dell'impianto di riciclo dei pannolini, nei ritardi accumulati per la manutenzione degli impianti esistenti rincorrendo la chimera del digestore anaerobico, nel degrado del servizio di raccolta come testimoniano le rimostranze dei cittadini del centro storico di Macerata, nell'abbassamento della qualità del decoro urbano come lamentato dal Comune di Recanati e nella chiusura dell'isola ecologica a Piediripa. Insomma, meno servizi ma più costosi.

Alla luce di quanto sopra fa sorridere leggere che la Provincia di Macerata è il 16° capoluogo più economico d'Italia, perché Macerata è storicamente sempre stata tra le meno care, dunque questo primato non è frutto di politiche virtuose ma di un eredità dovuta alla scelta lungimirante di decenni fa nel voler mantenere il Cosmari a gestione totalmente pubblica, cosa che in futuro non è affatto scontata viste le difficoltà economiche (come dimostrano i continui aumenti della TARI) e l'affinità di una certa destra a strizzare l'occhio all'ingresso dei privati.

Va sottolineato inoltre che nel 2023 la Provincia di Macerata era l'11° capoluogo più economico d'Italia, pertanto in un solo anno si sono perse ben 5 posizioni. Semmai va stigmatizzato che la Provincia di Macerata nel 2024 è stata la 9° provincia con l'aumento percentuale della TARI più alto d'Italia e questo nonostante la produzione pro-capite di rifiuti urbani sia diminuita (ossia il Cosmari ha dovuto gestire meno rifiuti). Alleanza Verdi e Sinistra da tempo denuncia la mancanza di visione e l'incapacità della destra di governo in tema di rifiuti, sanità, acqua ed istruzione e si augura fortemente che al prossimo appuntamento elettorale i marchigiani decidano di licenziare gli attuali governati.

da Sandro Bisonni - AVS Macerata

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