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A Tolentino morto Renzo Foglia, fondatore della Erreuno

  Tolentino perde uno dei protagonisti della propria storia imprenditoriale. Renzo Foglia, fondatore della Erreuno, è morto a 72 anni a causa di una malattia improvvisa, fondatore di un’attività che, nata nel 1997 con sei dipendenti, è arrivata a dare lavoro a circa 90 persone, affermandosi nella produzione di rivestimenti in pelle e nella pelletteria artigianale per importanti marchi della moda e del lusso. Ad ottobre era arrivato anche il riconoscimento cittadino: Foglia era stato scelto come Cittadino dell’anno 2025 nell’ambito del premio Ponte del diavolo. Una scelta che aveva valorizzato la sua capacità di fare impresa e di consolidare rapporti destinati a lasciare un segno nel tessuto economico e sociale del territorio. La sua avventura imprenditoriale era cominciata dopo una lunga esperienza da dipendente. Per oltre vent’anni aveva lavorato alla Nazzareno Gabrielli, azienda storica della pelletteria tolentinate. Proprio lì, trascorrendo circa metà di quel periodo nell’uf...

Macerata, commemorazione Pamela Mastropietro. La mamma Alessandra Verni: "Pamela vive e finché avrò fiato, vivrà anche la mia preghiera per la Giustizia"

 Otto anni. Sono trascorsi otto anni dal macabro delitto della 18enne romana Pamela Mastropietro, che il 30 Gennaio 2018, è stata violentata, uccisa, fatta a pezzi e rinchiusa all'interno di due trolley, dal nigeriano Innocent Oseghale, al momento unico autore di questo barbaro omicidio, che rappresenta un unicum nei casi di cronaca nera. 










Oggi a ricordare la ragazza ai Giardini Diaz di Macerata, erano presenti tutte le autorità civili e religiose e la mamma della vittima, Alessandra Verni, durante la cerimonia ha letto una lettera che fa riflettere, come riportato di seguito:

"Autorità, membri delle Istituzioni, Eccellenza e voi cittadini di Macerata.

Sono qui oggi come madre e come testimone di un dolore e di un Amore che non possono essere seppelliti dal silenzio e dalla paura. Calpestare queste strade significa ripercorrere i passi di mia figlia Pamela. Passi che sono stati interrotti brutalmente tra l'ombra di queste colline e Via Spalato.

Mi è stato detto, davanti ai resti di mia figlia in obitorio, da chi indossa abiti che dovrebbero profumare di speranza e misericordia, di 'dimenticare'. Qualcuno potrebbe dire che ho capito male, che il senso era un altro. Ma, come ci insegnano, ‘In principio era il Verbo’. La Parola è un atto che crea o che distrugge.

Pronunciare la parola ‘dimentica’ davanti a una madre è usare il dono della parola per tentare di cancellare l’esistenza di un martirio.

Ma io oggi chiedo a voi: come si può dire a una madre di dimenticare la propria carne? Dire a una madre di dimenticare è come sputare sulla Croce. È come andare ai piedi della Madonnina, mentre piange suo Figlio, e dirle di tacere, di dimenticare, di far finta che nulla sia accaduto. Chiedere l’oblio a una madre è un proiettile scagliato contro lo Spirito ed un pastore che suggerisce l’oscurità e il silenzio, sta solo smarrendo la via, tradendo la sua missione.

Io non dimentico. L’ho promesso all’obitorio, baciando la fronte fredda di mia figlia. Quel bacio è il mio Patto Eterno: è lo scudo di Luce che protegge me e lei, una barriera che nessuna autorità terrena può infrangere. In questo cerchio d’amore, noi siamo intoccabili e protette da una forza che non appartiene a questo mondo.

Non c’è palazzo del potere, non c’è sacrestia, non c’è vicolo oscuro che possa nascondere per sempre ciò che è stato fatto. Pamela è stata vittima di un male che non è solo di strada, ma ha radici profonde in antichi riti di potere consumati nel silenzio di palazzi e sedi che pensate invisibili. Ma non c'è segreto, per quanto occulto, che non sia destinato a essere incenerito dalla Verità.”, in un sistema che ha permesso l’orrore e che poi si è chiuso nel silenzio.

La giustizia per Pamela non è il silenzio dei palazzi, né può essere la follia psicopatica di chi ha sparato per le strade dichiarando di vendicarla. Quel sangue aggiunto al sangue è solo servito come diversivo per coprire quel velo di omertà . Ma oggi la mia voce squarcia quel velo. Io non cerco vendetta violenta, cerco la Luce che scava nei luoghi dell’ombra e incenerisce le complicità che hanno permesso l’orrore e che oggi dichiaro decadute e prive di ogni potere morale, cerco quella Luce che svela le trame oscure, quelle 'sedi' dell'ombra dove si decide il destino degli innocenti.

Non posso dimenticare, ci sono ancora troppe domande a cui non è stata data risposta. Ci sono ancora molti punti oscuri, zone d'ombra che pesano su questa città e sul mio Cuore, come un macigno. Troppe piste sono rimaste non indagate, troppi complici sono rimasti nell'anonimato. Non accetto una verità a metà.

A chi mi chiede di tacere, rispondo che il sangue di mia figlia grida ancora. Grida giustizia davanti alle Istituzioni, davanti a voi e davanti a Dio. Oggi, la mia voce e’ per Lei. Perché l’Anima di Pamela ha finalmente spezzato le catene del male e vola sopra di noi.

Che la Santa Croce non sia solo un nome, ma il simbolo di una Luce che fulmina l'oscurità e riporta la Vita dove hanno voluto lasciare solo morte.

Pamela vive. E finché avrò fiato, vivrà anche la mia preghiera per la Giustizia.

Così e’ e Così sia".










Elisa Cinquepalmi - Redazione -laScansionenet
Un altro modo di raccontare il territorio

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