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Il Castello della Rancia è parte della Rete delle Dimore e dei Parchi Storici delle Marche

  L’Amministrazione Comunale, Assessorati al Turismo e alla Cultura del Comune di Tolentino esprimono grande soddisfazione per l’inserimento del Castello della Rancia nella nuova Rete delle Dimore e dei Parchi Storici delle Marche, il sistema promosso dalla Regione Marche e coordinato da Fondazione Marche Cultura per valorizzare e mettere in connessione alcuni dei più importanti beni storico-culturali del territorio regionale. “L’accreditamento del Castello della Rancia all’interno di questa prestigiosa rete rappresenta un importante riconoscimento del valore storico, culturale e identitario di uno dei luoghi simbolo della nostra città - dichiara l’Assessore al Turismo Diego Aloisi. - Si tratta di un risultato che va esattamente nella direzione che come Amministrazione stiamo perseguendo da tempo: fare rete, creare sinergie e costruire percorsi condivisi di promozione capaci di mettere in relazione le eccellenze del territorio. L’ingresso del Castello della Rancia in un sistema...

Al Giometti di Tolentino proseguono le proiezioni della Decima Musa di Unitre

 


Dopo la pausa pasquale nel mese di aprile al multiplex Giometti di Tolentino riprendono le proiezioni della rassegna cinematografica ‘La Decima Musa’ a cura del prof. Alberto Cingolani, organizzate da Unitre e Cine Club con il film ‘Homebound - Storia di un’amicizia in India’ del regista Neeraj Ghaywan e prodotto da Martin Scorsese, in programma venerdì 10 aprile alle ore 21.15: Shoaib e Chandan, due ragazzi indiani rispettivamente musulmano e dalit (i cosiddetti ‘intoccabili’), tentano come migliaia di altri giovani un concorso pubblico per diventare poliziotti e avere una vita dignitosa.

Un anno dopo, ancora senza responso, sono ogni giorno vittime di discriminazioni e finiscono per dividersi quando Chandan ottiene finalmente il posto, mentre Shoaib è costretto a lavorare come galoppino in un ufficio. Il primo è realista, ama la studentessa Sudha e vorrebbe costruire una casa per i genitori; il secondo è invece idealista, combattivo e legatissimo alla sua terra. I loro destini saranno uniti fino alla fine, quando il coronavirus sconvolgerà ulteriormente le loro vite.

a sempre interessato al cinema d’autore mondiale, che con la ‘World Cinema Foundation’ restaura e finanzia, Scorsese deve aver trovato nel dramma di Ghaywan il grande respiro dell’epica hollywoodiana. La vicenda parallela di Shoaib e Chandan è tragica ed insieme durissima: un atto d’accusa contro la società indiana contemporanea, impastoiata in conflitti di classe (e di casta) e varie forme di razzismo, e un melodramma dei sentimenti su un fortissimo legame d'amicizia.

La rassegna prosegue venerdì 17 aprile alle ore 21.15 con il film ‘Don Chisciotte’ del regista Fabio Segatori con Alessio Boni: la vicenda prende inizio nel 1571, con Miguel de Cervantes, ferito nella battaglia di Lepanto, che giace in un ospedale di Messina. La sequenza è stata girata in un vero castello cinquecentesco, riaperto dopo anni proprio per le riprese del film, come altre locations. Tra febbre e allucinazioni, Cervantes vede dei libri dati alle fiamme: sono di don Alonso Chichano, un uomo ossessionato dai romanzi cavallereschi che decide di farsi cavaliere errante. Nasce così ‘Don Chisciotte della Mancia’, che elegge la contadina Dulcinea a dama ideale e trascina con sé Sancio Panza, sedotto dalla promessa di un castello da governare.

La rassegna si conclude venerdì 24 aprile alle ore 21.15 con il film ‘La torta del presidente’ del regista esordiente Hasan Hadi, che narra l’Iraq sotto Saddam Hussein nel 1990, quando sull Stato asiatico pesano le sanzioni dell’ONU, che rendono difficile per la popolazione procurarsi cibo e medicine. Eppure, nonostante la carestia, come ogni anno, in tutte le scuole del Paese è obbligatorio festeggiare il compleanno del presidente Saddam Hussein. L'ingrato compito tocca in sorte a Lamia, una bambina di nove anni che vive con la nonna in una casa galleggiante di fango e giunchi. Le due donne partono, dunque, all’alba alla volta della città per procacciarsi gli ingredienti necessari, in compagnia di Hindi, un gallo che Lamia porta sempre con sé nel marsupio e che considera il suo migliore amico.

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