Domenica
30 agosto è stato inaugurato il nuovo asilo nido ‘N. Green’. La cerimonia
ufficiale, dopo il taglio del nastro e la benedizione del nuovo stabile, è
stata aperta dal saluto del Sindaco Mauro Sclavi, del Presidente della
Provincia Alessandro Gentilucci, del Sottosegretario della Giunta regionale
Silvia Luconi e poi proseguita con l’illustrazione del progetto di
riqualificazione dell’asilo a cura dell’Assessore alle Politiche sociali Benedetta
Lancioni, di Paolo Bini responsabile della gestione degli asili nido comunali,
di Silvana Lisi Direttore dei lavori e di Katiuscia Faraoni RUP responsabile
Ufficio Lavori Pubblici. Molto apprezzati e partecipati i laboratori creativi
per i bambini.
Il progetto di questo Asilo – è stato ricordato - è nato diversi anni fa grazie alla mente eclettica dell’Arch. Carlo De Mattia che, in collaborazione con l’Arch. Eleonora Crucianelli, ha voluto ideare una struttura a misura di bambino che contestualmente si integrasse con la natura tipica delle colline marchigiane. E così dopo un lungo studio presso la struttura di Reggio Emilia di Reggio Children, si è concretizzata l’idea realizzata, con le strutture costituenti l’edificio che si adagiano verso il verde come le nostre colline.
All’interno del contesto urbano in cui si inserisce, il nuovo edificio non viene considerato come un’entità indipendente ma intende identificarsi come luogo di relazione in cui spazi interni ed esterni siano in costante dialogo tra di loro e con il tessuto urbano circostante.
Il Progetto Esecutivo per l’intervento di riqualificazione dell’Asilo ‘N. Green’ situato in Via Ugo La Malfa n. 1 prevedeva la demolizione della struttura esistente e la ricostruzione di un nuovo plesso che insisterà, in parte, sull’area di sedime dell’edificio attuale e, in parte, su un lotto adiacente.
L’incarico
per la progettazione definitiva è stato affidato dal Comune di Tolentino nell’ambito
dell’intervento di “PNRR-M4C1I1.1: ‘Riqualificazione dell'asilo Nido N. Green
finanziato dall'Unione Europea, Next Generation Eu’ mediante affidamento
diretto al gruppo di progettazione costituito dai seguenti professionisti: ORA
ingegneria architettura stp srl, Per. Ind. Fabrizio Mancini, Ing. Carlo
Costantini, Geol. Roberto Pucciarelli.
La progettazione è stata svolta sulla base del quadro delle esigenze definite nello studio di fattibilità tecnica ed economica presentato dal Comune di Tolentino e redatto dallo studio tecnico DM Architects in collaborazione con Margarete Architetti, ponendo particolare attenzione alle esigenze dell’utenza finale e accogliendo le ulteriori indicazioni fornite dall’Amministrazione Comunale al fine di soddisfarne le necessità spaziali e funzionali in relazione alle risorse disponibili. La richiesta del Comune è stata quella di realizzare un Asilo Nido con una formula innovativa che costituisca una risorsa di rilievo per il proprio territorio di pertinenza.
A tale scopo l’assetto morfologico e distributivo della struttura è stato approfondito, in coerenza con il programma funzionale previsto, tenendo in considerazione gli standard qualitativi che una moderna struttura scolastica è chiamata ad ottenere sia dal punto di vista organizzativo-funzionale delle attività, sia per quanto riguarda i criteri legati all’efficienza energetico-prestazionale del complessivo sistema edilizio ed impiantistico, oltre a quel che concerne la garanzia di una piena sicurezza sotto il profilo sismico e di prevenzione dei rischi. La priorità del perseguimento di tali aspetti qualitativi è stata valutata nel rispetto delle effettive esigenze spaziali per l’attività didattica in questione, determinabili mediante l’applicazione dei parametri minimi stabiliti dalla normativa di Settore, tenendo in considerazione anche le indicazioni del progetto pedagogico corredato allo studio di fattibilità.
Nella redazione del progetto esecutivo si è tenuto conto inoltre della sostenibilità ambientale dell’intervento mediante il raggiungimento della qualifica di edificio nZeb (Nearly Zero Energy Building), garantendo prestazioni elevate e minimizzando le dispersioni termiche ed il surriscaldamento degli ambienti. La ricettività del nuovo asilo, in accordo con le previsioni dell’Amministrazione Comunale, sarà incrementata passando dai 45 posti attuali a 60, così suddivisi: 53 divezzi e 7 lattanti.
Il nuovo organismo, posizionato al centro di tale area, presenterà dunque una disposizione planivolumetrica completamente rinnovata creando rapporti spaziali con il tessuto urbano prospiciente, una composizione volumetrica generata dall’affiancamento di 6 moduli longitudinali, orientati trasversalmente rispetto all’estensione del lotto e suddivisi da 7 setti con funzione portante. Come un vero e proprio cannocchiale, ogni blocco si apre sulla realtà urbana limitrofa ricercando una relazione biunivoca tra spazio interno ed esterno attraverso le ampie facciate continue trasparenti posizionate a chiusura dei lati corti. La permeabilità visiva contribuisce a favorire una percezione degli ambienti dell’asilo come parte integrante dello spazio urbano.
A porre ulteriore enfasi sulla suddivisione in fasce dell’organismo volumetrico, un sistema di copertura a falde che si innesta a chiusura di ciascun blocco seguendo pendenze e altezze differenti. Ne deriva un ritmato gioco altimetrico in grado di generare, nella continua sequenza di forme (apprezzabile soprattutto in corrispondenza dei due prospetti principali dell’edificio) un’immagine fortemente dinamica. Quest’ultima, messa in rilievo anche da un sapiente uso del colore, rimanda ad un importante tema formale: la volontà di raccontare, in sé, i tratti distintivi del paesaggio collinare in cui la stessa Tolentino è inserita.
La scansione morfologica dei moduli trova una sua corrispondenza anche nella disposizione funzionale degli ambienti interni: i 3 blocchi maggiori saranno prevalentemente dedicati alle destinazioni d’uso primarie della struttura educativa (aule, uffici, mensa), mentre i moduli risultanti, di altezza inferiore, ospiteranno il sistema distributivo e gli ambienti di servizio. Nella spiccata distribuzione longitudinale gli spazi didattici sono dunque sempre intervallati dai disimpegni e dai collegamenti con l’esterno.
In posizione baricentrica, al di sotto del punto più alto del blocco centrale, si apre un grande atrio, luogo di aggregazione e fulcro del tessuto connettivo, pensato come una vera e propria Agorà; per fornire un’illuminazione adeguata a tale ambiente, situato nel cuore dell’edificio, sono stati previsti due ampi lucernai rettangolari posti in copertura. Esternamente il progetto propone un trattamento estetico delle facciate che muove dalla volontà di potenziare positivamente l’impatto architettonico dell’edificio e migliorarne la percezione da parte dell’utenza scolastica e dell’intera comunità di quartiere.
La Sezione è concepita come un continuum che va dallo spazio del sonno, il più interno, sino al giardino esterno, attraverso lo spazio didattico. Il passaggio avviene attraverso due gradienti, quello luce/ombra e quello alto/basso, ed è gestito dal volume dei servizi igienici, attestato tra i due. Il primo gradiente è legato alla distanza con l’Agorà interna. Un’attenzione particolare è stata posta nella permeabilità visiva tra interno ed esterno; i bambini hanno infatti facoltà di percepire in qualsiasi momento il ‘fuori’, sia attraverso le uscite dirette dei disimpegni sulle pertinenze esterne, sia attraverso la grande vetrata posta tra le due sezioni centrali e le aree comuni di percorrenza di ogni sezione.
I servizi Igienici sono pensati a misura di bambino. Per facilitare la gestione delle attività dei bimbi, lo spazio didattico ha unico accesso dal disimpegno interno e almeno un’uscita verso il proprio giardino esterno di pertinenza, che, a tutti gli effetti, rappresenta parte integrante dello spazio didattico. Questo è direttamente visibile e accessibile dall’interno della sezione, strettamente correlato all’attività all’aperto e a contatto con elementi naturali. Esso costituisce un’importante opportunità di accrescimento nell’esperienza del bambino pertanto si prevedono un attento utilizzo e selezione delle specie vegetali per poter coinvolgere i sensi del bimbo in modo completo (colori, odori, tattilità, etc…).
Il grande atrio centrale, meglio denotato come vera e propria ‘Agorà’, non ha una determinazione precisa diventando un luogo che può contenere molteplici storie in massima libertà pur essendo in un interno. È uno spazio dove si affacciano ed entrano in relazione le Sezioni e tutti gli ambiti di servizio.
Lo spazio della cucina, dedicato alla preparazione interna dei pasti, è articolato nei seguenti ambienti: spazio per la preparazione dei cibi, lavaggio, anticucina, dispensa accessibile direttamente dall’esterno, spogliatoio del personale. La zona mensa, un luogo dedicato alla consumazione del cibo in cui vivere il rito collettivo del pasto, è pensata per ospitare un massimo di 36 bambini. Come per tutti gli altri spazi didattici del nido, anch’essa è direttamente rivolta all’esterno.
Adiacenti agli spazi della cucina, i locali ad uso del personale educativo affiancano l’ingresso con cui sono in relazione mediante un’ampia finestra. L’ambiente dedicato alle operazioni d’ufficio è dotato di servizi igienici indipendenti, di cui uno specifico per persone disabili, oltre che di idonei spogliatoi.
L’asilo ha diversi spazi serventi, tutti localizzati in prossimità dell’ingresso secondario, tra cui una lavanderia, due locali contigui adibiti a deposito ed un locale tecnico dedicato agli impianti. Un asilo come il Green necessita di importanti spazi di stoccaggio per arredi e materiali didattici. La presenza di questo tipo di spazi risolve una serie di problemi organizzativi e logistici.
Nel progetto architettonico del nuovo Asilo nido “N. Green” è stato utilizzata particolare attenzione nell’utilizzo degli accorgimenti necessari a garantire la fruizione degli spazi da parte di soggetti con ridotta capacità motoria, ma anche nell’utilizzo di soluzioni di dettaglio pensate per includere persone dalle diverse abilità fisiche, sensoriali o cognitive.
L'impianto di climatizzazione è stato realizzato con generatore a pompa di calore a servizio di un sistema di emissione con impianto radiante a pavimento, dimensionato sia per il regime invernale che estivo. Garantita la ventilazione meccanica degli ambienti tramite recuperatori di calore puntuali che garantiscono il soddisfacimento dei valori normativi. L'acqua calda sanitaria, infine, sarà prodotta da boiler a pompa di calore dislocati nei vari blocchi di servizi igienici presenti.
Il nuovo impianto elettrico prevede l’installazione di corpi illuminanti a LED, in grado di fornire il corretto apporto di luce artificiale agli ambienti didattici e di lavoro. Contribuirà alla fornitura di energia elettrica da destinare ai consumi dell’edificio, un nuovo impianto fotovoltaico.
In sintesi, dopo la demolizione del vecchio edificio, è stato realizzato un nuovo edificio, più grande del precedente, che meglio potrà rispondere alle esigenze educative, didattiche e di ospitalità ricettiva. Le nuove aule, gli uffici per le educatrici e la mensa sono completate da una agorà centrale molto luminosa e capiente. I bambini avranno a diposizione uno spazio didattico, lo spazio del sonno, i servizi igienici e il giardino esterno. Previste anche aere riservate alla cucina e al refettorio, stanze riservate al personale e locali di servizio.
Il
progetto ovviamente garantisce la piena accessibilità di tutti gli ambienti e
inoltre sono state utilizzate soluzioni impiantistiche che assicurano
riscaldamento con climatizzazione sia invernale che estiva, l’utilizzo di corpi
illuminanti a led. Installato anche un impianto fotovoltaico.
I lavori sono stati finanziati con fondi PNRR M4C1I1.1 (Misura 4, Componente 1, Investimento 1.1) per un importo totale di 3 milioni e 300 mila euro. La direzione dei lavori è stata affidata all’arch. Sivana Lisi, coordinatore per la sicurezza ing. Michele Bonfigli e RUP ing. Katiuscia Faraoni. La ditta esecutrice dei lavori è Cetola spa.

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