Lo scorso fine settimana si è tenuta a Pizzo Calabro, la Rievocazione Storica dello sbarco, dell’arresto, della condanna e della fucilazione di Re Gioacchino Murat. Un appuntamento che celebra la storia e le tradizioni della città, promosso dall’Associazione Gioacchino Murat ETS e un importante contributo del Comune di Pizzo. L’evento è stato aperto dal corteo storico dalla Villa ex Stazione Calabro Lucane a Piazza della Repubblica, con gruppi storici, consegna degli attestati di partecipazione, ottavini, tamburi e musiche napoleoniche ed è proseguito con la rievocazione storica dello sbarco, della cattura, del processo e della fucilazione di Re Gioacchino Murat. In programma anche il mercatino storico in Piazza della Repubblica e musica d’epoca. Un vero e proprio viaggio nel passato per riscoprire le radici, valorizzare il patrimonio storico e tramandare alle nuove generazioni la memoria di una pagina importante della storia di Pizzo Calabro. Come avviene ormai da anni, ha...
SAN SEVERINO MARCHE – Un momento significativo per la comunità settempedana, sospeso tra devozione e memoria storica. Nella mattinata di oggi le spoglie mortali di San Pacifico, compatrono della città, sono state traslate presso la chiesa di San Domenico, situata nel cuore del centro cittadino.
Il trasferimento si è reso necessario in vista dell’imminente avvio dei cantieri per i lavori di ricostruzione e restauro post-terremoto. Gli interventi interesseranno l’intero complesso del santuario e prevedono anche l’abbattimento dell’ex dormitorio.
Alla delicata operazione di trasferimento dell'urna erano presenti il padre guardiano del Convento, fra Luciano Genga, e il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, in rappresentanza dell’ente comunale, proprietario della chiesa ospitante.
San Domenico punto di riferimento liturgico e pastorale
Per tutto il periodo in cui il santuario sarà interessato dalle opere di messa in sicurezza e restauro, la chiesa di San Domenico diventerà la sede centrale di tutte le attività religiose, liturgiche e pastorali solitamente curate dai Frati Minori.
Tra le iniziative trasferite nel centro urbano vi saranno:
Le celebrazioni eucaristiche quotidiane;
Gli appuntamenti culturali e pastorali della comunità francescana;
I solenni festeggiamenti in onore del compatrono in programma nel mese di settembre.
Celebrazione solenne e accoglienza per la cittadinanza
Per contrassegnare questo passaggio storico, la comunità dei Frati e l'amministrazione invitano tutti i cittadini a partecipare a una solenne celebrazione liturgica, in programma per domenica 23 agosto alle ore 18:30 nella chiesa di San Domenico. Al termine della funzione religiosa si terrà un momento di ritrovo conviviale con un piccolo buffet aperto a tutti i presenti.
Un ritorno alle origini per il Santo settempedano
Con questo trasferimento, l'urna di San Pacifico torna simbolicamente nei luoghi in cui il Santo nacque e trascorse parte della sua vita terrena prima della scomparsa, avvenuta il 24 settembre 1721 a 68 anni.
Nato nel centro storico settempedano il 1° marzo 1653 come Carlo Antonio Divini, rimase orfano in tenera età e fu affidato allo zio materno, l'arcidiacono della cattedrale. Entrato tra i Frati Minori a 17 anni nel convento di Forano con il nome di fra Pacifico, venne ordinato sacerdote a 25 anni.
Noto in tutta la regione per lo spirito di penitenza, la serenità con cui visse anni di profonda sofferenza fisica (minato da una dolorosa piaga, dalla sordità e dalla cecità) e per le doti profetiche — tra cui la celebre previsione del terremoto del 1703 —, fra Pacifico fu beatificato nel 1786 da Papa Pio VI e proclamato Santo nel 1839 da Papa Gregorio XVI, confermandosi per secoli uno dei cardini spirituali più saldi dell'identità di San Severino Marche.
Luca D'Innocenzo – Direttore responsabile / Redazione laScansione
Un altro modo di raccontare il territorio
© RIPRODUZIONE RISERVATA - LaScansione. È consentita la citazione o la parziale riproduzione previa citazione della fonte e inserimento del link diretto all'articolo originale.
Il trasferimento si è reso necessario in vista dell’imminente avvio dei cantieri per i lavori di ricostruzione e restauro post-terremoto. Gli interventi interesseranno l’intero complesso del santuario e prevedono anche l’abbattimento dell’ex dormitorio.
Alla delicata operazione di trasferimento dell'urna erano presenti il padre guardiano del Convento, fra Luciano Genga, e il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, in rappresentanza dell’ente comunale, proprietario della chiesa ospitante.
San Domenico punto di riferimento liturgico e pastorale
Per tutto il periodo in cui il santuario sarà interessato dalle opere di messa in sicurezza e restauro, la chiesa di San Domenico diventerà la sede centrale di tutte le attività religiose, liturgiche e pastorali solitamente curate dai Frati Minori.
Tra le iniziative trasferite nel centro urbano vi saranno:
Le celebrazioni eucaristiche quotidiane;
Gli appuntamenti culturali e pastorali della comunità francescana;
I solenni festeggiamenti in onore del compatrono in programma nel mese di settembre.
Celebrazione solenne e accoglienza per la cittadinanza
Per contrassegnare questo passaggio storico, la comunità dei Frati e l'amministrazione invitano tutti i cittadini a partecipare a una solenne celebrazione liturgica, in programma per domenica 23 agosto alle ore 18:30 nella chiesa di San Domenico. Al termine della funzione religiosa si terrà un momento di ritrovo conviviale con un piccolo buffet aperto a tutti i presenti.
Un ritorno alle origini per il Santo settempedano
Con questo trasferimento, l'urna di San Pacifico torna simbolicamente nei luoghi in cui il Santo nacque e trascorse parte della sua vita terrena prima della scomparsa, avvenuta il 24 settembre 1721 a 68 anni.
Nato nel centro storico settempedano il 1° marzo 1653 come Carlo Antonio Divini, rimase orfano in tenera età e fu affidato allo zio materno, l'arcidiacono della cattedrale. Entrato tra i Frati Minori a 17 anni nel convento di Forano con il nome di fra Pacifico, venne ordinato sacerdote a 25 anni.
Noto in tutta la regione per lo spirito di penitenza, la serenità con cui visse anni di profonda sofferenza fisica (minato da una dolorosa piaga, dalla sordità e dalla cecità) e per le doti profetiche — tra cui la celebre previsione del terremoto del 1703 —, fra Pacifico fu beatificato nel 1786 da Papa Pio VI e proclamato Santo nel 1839 da Papa Gregorio XVI, confermandosi per secoli uno dei cardini spirituali più saldi dell'identità di San Severino Marche.
Luca D'Innocenzo – Direttore responsabile / Redazione laScansione
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