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Corinaldo si accende per la 26esima edizione di "Halloween – La Festa delle Streghe": il programma e gli ospiti

CORINALDO – Torna uno degli appuntamenti più attesi e partecipati delle Marche: dal 24 al 31 ottobre il borgo medievale si prepara a vivere la 26esima edizione di Halloween – La Festa delle Streghe . Un evento nato nel 1998 da un’intuizione della Pro Loco che ha saputo consacrare Corinaldo nel panorama nazionale come capitale del turismo e della promozione territoriale legata alle grandi feste popolari. Il tema scelto per quest'anno, “Incantesimi e magie di un borgo” , farà da fil rouge a quattro giornate (24, 25, 30 e 31 ottobre) ricche di spettacoli, intrattenimento e grandi ospiti, coinvolgendo centinaia di volontari, associazioni locali e l'Amministrazione comunale. Il programma: quattro giornate tra musica, illusionismo e grandi ospiti L'apertura di sabato 24 ottobre vedrà la partecipazione di Raffaella Fico e Pierpaolo Pretelli come madrina e padrino della manifestazione, mentre la serata si accenderà con il celebre...

A Tolentino risplende il Cappellone di San Nicola

 


Basilica di San Nicola di Tolentino. Dopo circa dieci anni di chiusura, torna così fruibile ai fedeli e ai visitatori uno dei luoghi più importanti della Basilica e uno dei più significativi cicli pittorici del Trecento. La riapertura arriva al termine degli interventi di consolidamento e restauro eseguiti nell’ambito dei lavori post-sisma 2016. Il cantiere, durato diversi mesi, ha riguardato l’apparato pittorico: sono stati rimossi gli inserti protettivi temporanei, consolidati alcuni distacchi e recuperata la leggibilità dei colori originali. La copertura non è stata invece interessata dai lavori.

Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, S.E. Mons. Nazzareno Marconi, Vescovo di Macerata e Tolentino, il sottosegretario alla Presidenza della Giunta Silvia Luconi, Padre Massimo Giustozzo, Priore della Comunità Agostiniana di San Nicola, e Padre Gabriele Pedicino, Padre Provinciale degli Agostiniani. È intervenuto in collegamento Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016.

“Ringrazio chi ha lavorato alla riapertura della Cappella di San Nicola e chi sta lavorando ogni giorno per restituire normalità a questa terra a dieci anni dal sisma – ha detto il presidente della Regione Francesco Acquaroli. La ricostruzione è un dovere, una sfida costante e una responsabilità che sentiamo nostra dal primo giorno. Quella di oggi è una bella giornata perché, proprio nella ricorrenza di San Nicola, restituiamo alla comunità un luogo dal profondo valore simbolico e spirituale. Tutto questo è reso possibile anche della volontà del Governo nazionale che sta mettendo tutta la forza e l'impegno possibili in una priorità riconosciuta da tutti come un obiettivo dello Stato. Questo ci deve spingere a fare sempre di più e meglio, per dare risposte rapide alle famiglie sfollate, alle attività colpite e ai giovani allontanati troppo a lungo dalla loro quotidianità.

Non è semplice: la burocrazia ha pesato soprattutto nella prima fase e l'impatto della distruzione è stato tale da rendere la ricostruzione un percorso lungo e complesso. In un luogo così simbolico ci tengo a condividere una riflessione. La nostra è una storia e una civiltà imponente, che trae forza dalle persone e dai valori profondi che ci sono stati trasmessi. Principi che abbiamo il dovere di recuperare, proprio oggi che in molti li stanno smarrendo. Quanto realizzato qui è la dimostrazione di come la fede e la spiritualità sappiano rigenerarsi, generando speranza e futuro.

L’augurio è che l’apertura di questa Cappella sia un'occasione per riflettere sul senso della nostra storia e sulle basi della nostra civiltà. In quest'epoca complessa, accanto alla ricostruzione materiale dobbiamo creare una società solida per i giovani: potremo beneficiare di molti beni materiali, ma abbiamo il dovere di riempirli di valori autentici”.

“Quella di oggi è una giornata storica per la nostra comunità: dopo dieci anni di chiusura della parte sommitale, restituiamo finalmente ai cittadini il Cappellone di San Nicola e i suoi straordinari capolavori – ha sottolineato il sindaco Mauro Sclavi. Questa riapertura non ha soltanto un grande valore artistico, ma racchiude un profondo significato sociale e spirituale. Abbiamo voluto valorizzare sia la dimensione sacra di questo luogo di fede — con un'illuminazione intima e raccolta — sia la sua fruizione museale attraverso una luce più piena e forte.  

Questo risultato è stato possibile grazie all'eccellente lavoro d'équipe per il restauro e alla sinergia infaticabile tra gli uffici comunali, la Struttura commissariale per la Ricostruzione, la Soprintendenza e la Regione. A tutte le istituzioni coinvolte va il ringraziamento più sentito del Comune di Tolentino per la vicinanza e il costante supporto dimostrati".

“La ricostruzione dei beni culturali richiede una responsabilità particolare. Una casa può essere ricostruita; un’opera d’arte, se perduta, non può essere replicata. Per questo bisogna intervenire con competenza, prudenza e con la consapevolezza che non stiamo lavorando soltanto per noi stessi, ma per le generazioni che verranno – ha spiegato il commissario alla ricostruzione Guido Castelli. La riapertura del Cappellone di San Nicola è il risultato di un lavoro nel quale ricerca scientifica, esperienza artigianale e innovazione hanno dovuto procedere insieme. E' anche la dimostrazione di quanto la ricostruzione dell’Appennino centrale possa diventare un grande laboratorio di competenze, capace di mettere in campo l’eccellenza italiana nella conservazione e nel restauro.

Ma il lavoro non si ferma qui. Le risorse disponibili e quelle in corso di approvazione permetteranno di proseguire gli interventi e di restituire progressivamente alla comunità gli altri spazi della Basilica. Ricostruire un luogo come questo non significa soltanto riparare murature e consolidare intonaci. Significa ricucire una relazione: quella tra una comunità e la propria storia, tra la fede e la bellezza, tra la memoria e il futuro. È questo il senso più profondo della ricostruzione: non restituire soltanto gli edifici, ma la vita e il futuro delle comunità dell’Appennino centrale”.

Per il vescovo della diocesi di Macerata, mons. Nazzareno Marconi la Basilica “è la Sistina delle Marche del 1300. E' un'opera di grande importanza non solo dal punto di vista artistico, ma anche religioso: offre una vera e propria catechesi che intreccia la vita di Maria, quella di Cristo e quella di San Nicola in un unico discorso, aiutandoci a comprendere i fondamenti della nostra fede. Siamo particolarmente felici che si possa tornare qui anche a pregare. Le persone sono abituate a fermarsi nel Cappellone per chiedere l'aiuto di San Nicola, e il fatto di poter ricominciare a farlo è una bellissima notizia per tutti noi".

"Il Cappellone Giottesco è un simbolo non solo per la città di Tolentino, per il convento degli Agostiniani e per la nostra comunità, ma rappresenta un valore culturale altissimo per l'intera Regione Marche e non solo – ha ribadito la sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale Silvia Luconi. Ho avuto il piacere di poter vedere e, quasi anche 'toccare' da vicino la bellezza degli affreschi nel momento dei restauri: è uno spettacolo che definirei commovente. Ha accolto nel tempo e negli anni, e continuerà ad accogliere, un numero importantissimo di turisti, fedeli, critici o semplici appassionati. E’ un grande risultato che si inserisce all’interno di un contesto già molto ricco di bellezza nella nostra Regione”.

Dopo i saluti istituzionali sono intervenuti Ilaria Persico, direttore dei lavori, e Katiuscia Faraoni, RUP e responsabile dei Lavori Pubblici del Comune di Tolentino. A concludere la cerimonia è stata la lectio di Marta Paraventi, docente di Storia dell’Arte Medievale all’Accademia di Belle Arti di Macerata e assessore alla Cultura del Comune di Ancona, dal titolo ‘Il Medioevo ritrovato. Il Cappellone di San Nicola torna a parlare’.

Il nome ‘Cappellone di San Nicola’ è attestato almeno dal Settecento e richiama la figura del Santo, nato a Sant’Angelo in Pontano nel 1245 e morto a Tolentino nel 1305. L’ambiente è il primo grande spazio dell’ala più antica del convento agostiniano e si trova tra il coro della chiesa e la sacrestia seicentesca, in origine sala del capitolo.

La sua fama è legata soprattutto al grande ciclo di affreschi di scuola giottesco-riminese che ricopre le pareti e la volta a crociera. Realizzato nel terzo decennio del Trecento, è attribuito, secondo le più recenti proposte critiche, a maestranze riminesi guidate da Pietro da Rimini. Si tratta di uno dei cicli pittorici più vasti e meglio conservati dei primi anni del Trecento. La decorazione si sviluppa dalla volta alle pareti: nei quattro spicchi della volta sono raffigurati gli Evangelisti insieme ai Dottori della Chiesa; sulle pareti si susseguono invece le storie della Vergine, di Cristo e, nell’ordine inferiore, di San Nicola, con la Crocifissione collocata in corrispondenza dell’altare.

Al centro si trova l’arca lapidea sormontata dalla statua policroma di San Nicola. Commissionata nel 1474 dal giureconsulto romano Pietro Millini per custodire le spoglie del Santo, l’arca non accolse mai il corpo di Nicola: i suoi resti, infatti, erano stati oggetto di un tentativo di trafugamento e furono deposti a circa un metro e mezzo di profondità, in uno spazio ricavato tra due antichi muri di pietra. L’arca venne quindi lasciata nel punto in cui il corpo era stato originariamente sepolto.

Il manufatto è attribuito, per il progetto e la parziale realizzazione, allo scultore fiesolano Francesco di Simone Ferrucci. La statua è invece riconducibile, sul piano stilistico, alla produzione di Niccolò di Giovanni della seconda metà del Quattrocento. Dopo la canonizzazione, il Cappellone divenne luogo di culto e meta di pellegrinaggi alla tomba del Santo. Nel 1462 fu eretto un altare. Già nel 1400 Bonifacio IX aveva concesso l’indulgenza plenaria ai visitatori nella domenica successiva alla festa di San Nicola, il 10 settembre.

La Basilica di San Nicola e il convento agostiniano costituiscono un importante patrimonio storico e artistico per Tolentino e il territorio e sono anche un punto di riferimento per la vita della città, grazie alle attività culturali e sociali promosse dalla Comunità Agostiniana, in particolare quelle rivolte ai giovani. Il sisma del 2016 ha danneggiato diversi ambienti della Basilica e le cappelle laterali, rendendo necessario un programma complessivo di recupero. Il progetto di intervento sulla Basilica è stato approvato per circa € 4.500.000, finanziati con fondi Sisma 2016. Sono già stati completati i lavori sulla facciata, sul campanile, sulla copertura e sulla Cappella del Santissimo Sacramento. Sono in fase di ultimazione, invece, gli interventi sull’abside. Il cantiere complessivo è stato avviato nell’aprile 2024.

 

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