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L’ITTS ‘Divini’ diventa capofila della rete scolastica per l’ambiente: firmato il Protocollo con l’Unione Montana

  Una rete di scuole del territorio unite dall’educazione ambientale, con l’Itts ‘E. Divini’ nel ruolo di guida. E’ il risultato dell’iniziativa ‘Insieme per la valorizzazione del territorio’, che si è svolta venerdì pomeriggio nell’Aula Magna dell’istituto settempedano, promossa dal Comitato Eco-Schools della scuola.   L’incontro si è aperto con l’accoglienza dei partecipanti e i saluti istituzionali, a cominciare da quelli della dirigente scolastica, Catia Scattolini. Subito dopo è intervenuto il prof. Claudio Mazza, presidente di FEE Italia, che ha sottolineato l’importanza di fare rete nell’educazione ambientale e nello sviluppo sostenibile, e la necessità di guardare oltre i confini nazionali ed europei.   L’associazione, infatti, collabora da tempo con le Nazioni Unite a un programma internazionale di sensibilizzazione, già attivo in Italia in diverse realtà regionali. Un percorso che coinvolge le scuole, come il ‘Divini’, nella diffusione di comportamenti r...

A Tolentino riaperto il Duomo di san Catervo

 


Il Duomo di san Catervo a Tolentino ieri ha riaperto le porte tornando ad essere uno dei principali punti di riferimento spirituali e culturali della città a 10 anni dal terremoto che ha colpito il Centro Italia.

L’ingresso dei fedeli in chiesa è avvenuto intorno alle 18, con il tradizionale taglio del nastro che ha dato ufficialmente il via agli appuntamenti religiosi in programma. A seguire, il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, ha presieduto la celebrazione eucaristica, con il clero locale insieme al parroco don Gianni Compagnucci.

Nel suo intervento, mons. Marconi ha sottolineato l’importanza del ritorno alla piena fruibilità della chiesa, custode di un patrimonio storico, artistico e religioso di grande valore: “Non restituiamo alla città soltanto una chiesa, ma un luogo che custodisce secoli di storia”, richiamando in particolare il celebre sarcofago di San Catervo, preziosa testimonianza delle radici cristiane del territorio risalente al IV secolo.

Inoltre mons. Marconi ha ricordato le origini della chiesa attuale, la cui realizzazione fu avviata per volontà di san Vincenzo Maria Strambi nel 1822, poco prima della sua partenza per Roma, dove era stato chiamato da papa Pio VII.

Nel richiamare il contesto storico segnato dalle campagne napoleoniche e dalle requisizioni dei beni ecclesiastici, il Vescovo ha sottolineato il valore simbolico dell'opera voluta da Strambi, interpretandola come un segno di riscatto della bellezza e della pace dopo gli anni della guerra e delle spoliazioni: “La ricostruzione del Duomo non è perciò soltanto un recupero materiale: è restituzione di bellezza, memoria e futuro alle nostre comunità”.

Alla cerimonia è intervenuto anche il commissario straordinario per la ricostruzione post sisma, il sen. Guido Castelli, che ha rimarcato il valore del lavoro condiviso tra istituzioni, diocesi e realtà coinvolte nel recupero dell'edificio: “La città ritrova uno dei luoghi più profondamente legati alla propria storia, alla propria identità e alla vita della comunità”, ricordando come le chiese rappresentino testimonianze fondamentali della storia e della civiltà appenninica.

Quindi a 10 anni dal terremoto, la riapertura di san Catervo assume un significato particolare perché testimonia come la ricostruzione non riguardi soltanto gli edifici, ma anche la ricomposizione dei legami sociali e delle identità territoriali ferite dal sisma. L’intervento, finanziato con circa € 3.200.000.000, rientra nel più ampio programma di recupero degli edifici di culto della Diocesi di Macerata, che comprende 77 interventi per un valore complessivo superiore a 55 milioni di euro.

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, che ha evidenziato il significato della riapertura proprio in concomitanza con le celebrazioni dedicate al patrono. La città torna così a riappropriarsi di uno dei suoi luoghi simbolo, nel quale fede, storia e tradizione si intrecciano da secoli. Sulla facciata del Duomo campeggia l’antica epigrafe ‘Alme Tolentini Populum Defende Caterve’, testimonianza della devozione della comunità verso san Catervo.

Particolarmente significativo è il ritorno alla venerazione del sarcofago paleocristiano del IV secolo, nel quale riposano San Catervo, la moglie Settimia Severina e il figlio Basso. Un reperto di eccezionale valore storico e religioso, che richiama anche l'importanza della famiglia nella tradizione cristiana.

Alla cerimonia hanno partecipato anche la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio della Regione Marche, Silvia Luconi, e il consigliere regionale Renzo Marinelli. L’intervento ha interessato diversi aspetti del complesso monumentale. Tra le opere principali figurano il restauro della Cappella del Sarcofago e il recupero delle superfici decorate delle volte, valorizzate attraverso un nuovo impianto illuminotecnico progettato da iGuzzini illuminazione in collaborazione con la Diocesi di Macerata e finanziato, per questa parte, con il contributo della parrocchia di San Catervo.

Sono stati inoltre rifunzionalizzati gli storici lampadari a goccia, tradizionalmente accesi nelle principali solennità religiose, tra cui Natale, Pasqua e la festa patronale. Tornano a essere esposti alla venerazione dei fedeli anche il busto reliquiario del Santo e il baldacchino processionale risalente al XVIII secolo. Il nuovo sistema di illuminazione comprende 154 proiettori, mentre il recupero dei lampadari storici ha permesso di ripristinare 281 lampadine destinate a illuminare il presbiterio e le navate.

A illustrare i dettagli tecnici ed economici dell'opera è stato don Giacomo Alimenti, direttore dell'Ufficio Sisma della Diocesi di Macerata. I lavori, finanziati attraverso l'ordinanza commissariale n. 105/2020 nell'ambito della ricostruzione post sisma del Centro Italia, sono durati 25 mesi e si sono conclusi con 78 giorni di anticipo rispetto alla scadenza contrattuale. L’importo complessivo è stato pari ad € 3.195.769,39, con un risparmio di € 4.230,61 rispetto al contributo concesso.

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