𝑼𝒏 𝒄𝒂𝒑𝒐𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐 𝒅𝒊 𝒑𝒐𝒍𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒍𝒂𝒏𝒄𝒊𝒂𝒕𝒂 𝒔𝒐𝒕𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒕𝒂𝒑𝒑𝒆𝒕𝒐. 𝑽𝒊 𝒔𝒊𝒆𝒕𝒆 𝒆𝒔𝒊𝒃𝒊𝒕𝒊 𝒔𝒃𝒂𝒏𝒅𝒊𝒆𝒓𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍'𝒊𝒎𝒎𝒂𝒈𝒊𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒓𝒊𝒑𝒓𝒊𝒔𝒕𝒊𝒏𝒐 — 𝒏𝒆𝒄𝒆𝒔𝒔𝒂𝒓𝒊𝒐 — 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒃𝒆𝒍𝒍𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒂 𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂 𝒓𝒆𝒂𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒕𝒂 𝒏𝒆𝒍 2016, 𝒖𝒔𝒂𝒏𝒅𝒐𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒔𝒄𝒖𝒅𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒈𝒂𝒍𝒍𝒆𝒓𝒊𝒂 𝒅𝒊 𝒊𝒎𝒎𝒂𝒈𝒊𝒏𝒊 𝒅𝒊 𝒗𝒊𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒄𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒄𝒐 𝒔𝒆𝒈𝒏𝒂𝒕𝒆 𝒅𝒂 𝒈𝒖𝒂𝒏𝒐, 𝒈𝒓𝒂𝒇𝒇𝒊𝒕𝒊 𝒆 𝒃𝒖𝒄𝒉𝒆.
Sarebbe stato meglio tacere, perché non
vi siete neppure resi conto che la vostra risposta di facciata conferma tutto
ciò che ho documentato. Ho parlato di Traversa della Croce e dei vicoli che si
sbriciolano, dove i mezzi della ricostruzione non passano nemmeno. Silenzio. Ho
parlato dei graffiti che coprono diversi muri del centro storico. Silenzio. Ho
parlato delle serrande dell'ex Pie Venerini in via Corridoni, ridotte a
lavagne. Silenzio.
E se giraste un po' di più per la città,
vi rendereste conto che i graffiti non stanno solo sui muri vecchi o sugli
edifici terremotati. Sono impressi anche sui muri appena rifatti. Il mal
riuscito tentativo di salvare a ogni costo il consigliere con delega al decoro
urbano non è una scelta, è una necessità: è uno dei pochi rimasti nella lista
del sindaco e, con le elezioni alle porte, non si può rischiare di perderlo. Così
invece di parlare dei vicoli si parla di me. Peccato che i graffiti non si
cancellino con un comunicato.
In compenso mi rispondete su Porta
Adriana, con tanto di foto ufficiali. Bene, parliamone. Mi invitate ad ‘allargare
l’inquadratura’? Allarghiamola. Proprio lì, dietro Porta Adriana, ho
fotografato una buca con i sampietrini saltati. Nelle vostre foto non c’è:
complimenti al fotografo per l'angolazione. E una domanda: eravate lì per la
manutenzione. Era così difficile rimettere a posto anche quei sampietrini?
Poi piazza Cavour, e qui viene da
ridere. Mi ricordate che il progetto rientrava nelle mie deleghe. Certo: ero
assessore alla Ricostruzione, e ne vado fiera. Ma dalla Giunta sono fuori da
quasi due anni. Facciamo un ripasso, visto che a quanto pare serve: progetto,
realizzazione, manutenzione. Sono tre cose diverse. Io ho seguito il progetto.
La manutenzione è vostra. Cosa pensavate, che passassi io ad annaffiare le
aiuole e a curare quei due ciuffi d’erba gialla rimasti? Se il verde è
trascurato si interviene. Non si va a cercare chi ha seguito il progetto.
E a proposito di decoro: il sindaco non
ha fatto di recente video e post per denunciare una panchina graffiata? Quindi
se una panchina la segnala il sindaco è attenzione per la città, se i graffiti
li segnala una cittadina diventa il ‘santino della prossima campagna elettorale’.
Il metro deve essere lo stesso per tutti. Altrimenti il gioco è chiaro: i
risultati della ricostruzione sono di tutti, e quando qualcosa non va si torna
a cercare Giombetti. Sulla ricostruzione, già che ci siamo, qualche risultato
mi pare di averlo portato a casa.
Lo so, davo fastidio già quando ero
dentro. Quando avevo qualcosa da dire la dicevo, e quando qualcosa non mi
convinceva non facevo finta di niente. A quanto pare do fastidio anche da
cittadina. Va bene così. Per accorgersi che un muro è imbrattato, che una
serranda è diventata una lavagna o che dei sampietrini sono saltati non serve
una delega. Bastano gli occhi.
Siamo già così nervosi quando si parla
di candidature? Le fotografie possono scegliere cosa mostrare. La città no:
mostra tutto. E chi la vive ogni giorno certe cose le vede, anche quando
qualcuno prova a lasciarle fuori dall'inquadratura.
Flavia Giombetti

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