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DiVento Festival abbraccia Tolentino nel segno della bellezza

  Si è conclusa la settima edizione del diVento Festival, e l'eco della bellezza vissuta a Tolentino lo scorso weekend continua a risuonare nei cuori degli organizzatori, degli artisti e del numeroso pubblico. Il tema di quest’anno, ‘Il tempo è quando ci sei tu’, non è rimasto solo un titolo sulla carta, ma si è trasformato in una straordinaria realtà: tutti gli appuntamenti hanno custodito in sé qualcosa di speciale che è andato ben oltre il pur altissimo contenuto culturale, toccando le corde dei singoli rapporti umani, della condivisione e della nascita di nuove, autentiche amicizie. Chiunque abbia preso parte al festival, sia sul palco che in platea, è rimasto colpito dall’atmosfera di profonda accoglienza, dallo sguardo attento sull'altro e da un calore comunitario raro. L'arte, declinata nelle sue diverse forme, si è intrecciata perfettamente con la vita quotidiana di ciascuno, parlando alle passioni, alle fatiche e alle domande più vere dell'uomo contemporaneo....

DiVento Festival abbraccia Tolentino nel segno della bellezza

 


Si è conclusa la settima edizione del diVento Festival, e l'eco della bellezza vissuta a Tolentino lo scorso weekend continua a risuonare nei cuori degli organizzatori, degli artisti e del numeroso pubblico. Il tema di quest’anno, ‘Il tempo è quando ci sei tu’, non è rimasto solo un titolo sulla carta, ma si è trasformato in una straordinaria realtà: tutti gli appuntamenti hanno custodito in sé qualcosa di speciale che è andato ben oltre il pur altissimo contenuto culturale, toccando le corde dei singoli rapporti umani, della condivisione e della nascita di nuove, autentiche amicizie.

Chiunque abbia preso parte al festival, sia sul palco che in platea, è rimasto colpito dall’atmosfera di profonda accoglienza, dallo sguardo attento sull'altro e da un calore comunitario raro. L'arte, declinata nelle sue diverse forme, si è intrecciata perfettamente con la vita quotidiana di ciascuno, parlando alle passioni, alle fatiche e alle domande più vere dell'uomo contemporaneo.

La giornata di sabato ha regalato subito un momento di grande valore sociale: la riapertura di Fabrica City, uno spazio finalmente restituito alla comunità e dedicato alla pura condivisione. Qui il pubblico ha incontrato Giancarlo Pontiggia, scrittore bravissimo, straordinariamente intenso negli approfondimenti su Tarkovskij, sorridente, capace di porre questioni poetiche e interrogativi che si intersecano in modo perfetto con la nostra quotidianità.

Profonda e toccante è stata la tessitura teatrale e sonora su Anna Claudi: una figura di donna così particolare, a tratti felicemente ribelle, che sia attraverso la sua opera pittorica che attraverso il suo pensiero ha dimostrato di avere ancora tantissimo da dire alla società di oggi. La serata si è poi accesa di verità e immediatezza con Bianco: il musicista torinese ha saputo coinvolgere l'intera platea combinando le sue canzoni a racconti personali, portati sul palco con una semplicità preziosa, disarmante e assolutamente vera.

La domenica al Politeama Franco Moschini si è aperta sotto il segno del territorio con Sara Cipolletti, che ha catturato l'attenzione della sala grazie a un interessantissimo studio sul paesaggio, sulle sue ferite e sulla sua trasformazione nel tempo. Il festival è poi entrato nel culmine della sua proposta con l'attesissimo spazio dedicato al cinema di Andrej Tarkovskij. Moderati dal direttore artistico Gianfranco Lauretano, l'editore e fotografo Andrea Ulivi, la docente Giuseppina Larocca e Andrej Andreevič Tarkovskij, figlio del geniale regista russo, hanno dato vita a un momento di intensità irripetibile.

La serata si è rivelata una forte e commovente testimonianza umana: la visione del film-documentario costruito dal figlio ha mostrato come una biografia fatta anche di pesanti sofferenze, fatiche storiche e lontananza forzata dagli affetti e dalla patria, sia stata capace di trasformarsi in arte e testimonianza universali.

Come ha magnificamente dichiarato Andrea Ulivi durante l'incontro, ‘Tarkovskij ed i suoi film mi hanno cambiato la vita’. Il pubblico ha compreso appieno il perché di questa affermazione davanti a un'opera che accoglie e abbraccia l’umanità nella sua interezza (la spiritualità, gli affetti, la natura, la politica) senza distinzione di razze, ponendo lo spettatore di fronte al grande contrasto tra il bene e il male e alla libertà che si gioca in questa scelta.

L’Associazione ‘Tolentino Arte e Cultura’ e lo staff del Festival chiudono questa edizione con un immenso sentimento di gratitudine per tutta la bellezza vissuta. Il diVento Festival si conferma un appuntamento irrinunciabile per la crescita personale e collective del territorio. Un progetto che vince la sua scommessa ogni volta che l'arte e la conoscenza si mettono sinceramente al servizio delle relazioni umane, prendendosi cura dell'uomo nella sua affascinante totalità.

L’Associazione organizzatrice ringrazia sentitamente l'Amministrazione Comunale, tutti i partner istituzionali, l’Ordine degli Architetti di Macerata, le docenti delle Università di Macerata e Camerino, i Main Sponsor e i sostenitori tecnici che hanno reso possibile questo evento culturale.

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