La morte dell’operaio
di 57 anni avvenuta questa mattina in un cartonificio di Fabriano, dove,
secondo le prime ricostruzioni, sarebbe rimasto schiacciato da una pressa, ci
colpisce in maniera estremamente profonda. A nome di Sinistra Italiana
esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra più sincera vicinanza alla famiglia,
come alle compagne e ai compagni di lavoro.
Oggi, ad
essere attraversato da questa ferita, è il nostro territorio. Ma nell’attesa
che gli accertamenti siano approfonditi e che venga fatta piena luce sulle
circostanze dell'accaduto, non permetteremo che questa ennesima morte sul
lavoro possa essere trattata come un numero da aggiungere alle statistiche
nazionali, né meramente consegnata alla sola cronaca di giornata.
Il lavoro non
può essere difeso unicamente quando si parla di produzione, competitività e
sviluppo economico. Non esiste crescita che possa definirsi tale quando il suo
prezzo viene pagato dai corpi e dalle vite di lavoratrici e lavoratori. Non
possiamo rassegnarci a un mondo del lavoro nel quale l'esperienza ancora da
maturare, la precarietà o la fragilità contrattuale possano tradursi in una
maggiore esposizione ai rischi. La sicurezza non può essere lasciata alla
capacità individuale di proteggersi, né può diventare una responsabilità
scaricata sulle spalle di chi lavora. È una responsabilità collettiva, che
chiama in causa imprese, istituzioni e sistema della prevenzione.
I dati
nazionali INAIL restituiscono un quadro inaccettabile e sempre più sistemico:
ad agosto 2026, sono state 498 le denunce di infortunio mortale in occasione di
lavoro nei primi otto mesi dell'anno, dieci in più rispetto allo stesso periodo
nel 2025. Un dato provvisorio, ma che già riflette la dimensione di un fenomeno
che continua a interrogare profondamente il nostro Paese e del quale ne sta
divenendo l’espressione più fisiologica della mancanza di scelte politiche sul
tema della sicurezza sul lavoro: rafforzamento dell’ispettorato, prevenzione
nell’adeguamento dei macchinari, contrasto reale a precarietà, appalti al
ribasso e sfruttamento, rafforzamento della medicina del lavoro e dei servizi
territoriali.
Per queste
ragioni, insieme al cordoglio, sentiamo il dovere e la responsabilità di
ribadire una posizione politicaprecisa ed inalienabile: la tutela della salute
e della sicurezza devono tornare ad essere una priorità cardinale delle
politiche pubbliche,nella visione e nel modello di lavoro che si ha intenzione
di costruire. Tornare a configurare il lavoro come categoria fondamentale di
autodeterminazione e dignità, non un rischio che lavoratrici e lavoratori siano
costretti ad accettare per vivere. È su questo che riteniamo si misuri la
capacità delle istituzioni nel tutelare quel pattosociale così fondante per la
piena attuazione dei principi costituzionali che rendono tale diritto uno dei
reali fondamenti della nostra Repubblica.
Un modello di
lavoro con il dovere di emancipare, dare dignità, costruire futuro.
Tommaso Melacotte - Segretario
della Federazione di Ancona – Sinistra Italiana

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