ANCONA – Prende ufficialmente forma la Rete delle Dimore e dei Parchi Storici delle Marche, un sistema regionale nato in attuazione della Legge regionale 30/2021 e pensato per coordinare, promuovere e valorizzare il ricchissimo patrimonio storico, architettonico e paesaggistico diffuso sul territorio.
L’iniziativa, coordinata e promossa da Fondazione Marche Cultura su mandato della Regione Marche, mette in connessione castelli, ville, dimore d’epoca, parchi e giardini di alto valore culturale. L’obiettivo è rendere più accessibile e riconoscibile una rete di beni capaci di raccontare l’identità e la storia delle comunità marchigiane.
34 beni accreditati: la provincia di Macerata fa la parte del leone
Attualmente la Rete conta 34 beni accreditati distribuiti tra tutte le province delle Marche: 11 in provincia di Macerata, 8 a Fermo, 7 ad Ancona, 6 ad Ascoli Piceno e 2 a Pesaro Urbino.
Tra le eccellenze già inserite figurano strutture di primo piano del territorio maceratese e regionale come il Castello della Rancia a Tolentino, Palazzo Buonaccorsi a Macerata e il parco storico con Villa La Quiete a Treia, affiancati da altri complessi di prestigio tra cui Palazzo Pianetti Tesei a Jesi, il Castello dei Conti Oliva a Piandimeleto, Borgo Storico Seghetti Panichi a Castel di Lama, Villa Vitali a Fermo, Villa Miralfiore a Pesaro, Parco Villa Baruchello a Porto Sant’Elpidio e Parco Colle Celeste a Maiolati Spontini.
Acquaroli: «Valorizziamo l’identità e creiamo nuove opportunità»
«La Rete nasce dalla volontà di riconoscere, tutelare e valorizzare un patrimonio diffuso che appartiene profondamente alla storia e al paesaggio delle Marche – dichiara il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli –. Mettere in relazione ville, castelli e giardini significa renderli più visibili e fruibili, esaltandone le specificità all’interno di una narrazione comune capace di generare nuove opportunità culturali, sociali e turistiche».
Agostini: «Un sistema più leggibile, accessibile e condiviso»
A rimarcare la portata strategica del progetto è anche Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura: «La conoscenza è il primo passo della tutela e il presupposto per una fruizione consapevole. Attraverso mappe georeferenziate, schede e partnership con testate nazionali, vogliamo accompagnare il pubblico alla scoperta di un paesaggio culturale interconnesso, trasformandolo in risorsa di identità e accoglienza».
Porta unico, itinerari e collaborazioni
Tra le azioni chiave previste figura l’allestimento di una sezione dedicata sul portale regionale (Area Cultura), dotata di mappa georeferenziata e schede informative complete di dettagli storici, orari e modalità di visita.
Il progetto vede la sinergia attiva con importanti realtà del settore come FAI Marche, ADSI Marche, Italia Nostra e Legambiente Marche, ponendosi l’obiettivo di coordinare e mettere a sistema grandi appuntamenti collettivi come le Giornate FAI, la Giornata Nazionale ADSI e le Giornate Europee del Patrimonio. Prevista inoltre una campagna promozionale a livello nazionale con la collaborazione di riviste specializzate come Finestre sull’Arte e Il Giornale dell’Arte.
Luca D'Innocenzo – Direttore responsabile / Redazione laScansione
Un altro modo di raccontare il territorio
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