Di fronte alla gravità dell’inchiesta
della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Ancona e della Guardia di
Finanza sulle infiltrazioni della criminalità organizzata (Camorra e
'Ndrangheta) e sugli appalti della ricostruzione post-sisma, appare del tutto
singolare e incomprensibile il silenzio assordante della generalità di sindaci
e amministratori locali.
Eppure le infiltrazioni della malavita
organizzata nella ricostruzione producono effetti gravemente inquinanti non
solo nei rapporti economici ma anche nelle relazioni sociali e nella vita delle
comunità. I fenomeni corruttivi e le gravi irregolarità nella gestione degli
appalti minacciano gravemente il futuro di tante famiglie e tante piccole
imprese per i ritardi e le incertezze che possono produrre nel processo di
ricostruzione.
Allora come è possibile che gli
amministratori delle comunità non avvertano la necessità di esprimere seria
preoccupazione ma anche di chiedere estrema chiarezza e interventi concreti a
tutela di famiglie e imprese? E’ forse una soggezione al potere che genera
timori su possibili penalizzazioni nel rapporto con chi governa le Marche e il
processo di ricostruzione? E’ forse la indiretta conferma di una filosofia del
potere di cui la destra sta dando ampia prova a tutti i livelli, che tende a
produrre convenienza benefici e consenso per sé e per una cerchia ristretta di
fedeli e di politicamente affini?
La benedizione del Santo Padre è preziosa
e molto utile per tutti, soprattutto per Castelli, ma non basta da sola a
ripristinare percorsi virtuosi e lineari nella politica, nelle istituzioni e
nell’economia.
Da Mario Morgoni

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